CD E TRACCIABILITA’

Molti artisti ed uffici stampa che ci segnalano le loro produzioni o le produzioni dei loro assistiti, si vedono richiedere il supporto fisico, in altri termini il cd, non ritenendo la nostra redazione sufficiente per una recensione esauriente il solo ascolto dei brani postati in diversi siti online. E qualcuno si chiederà: ma che c’entra il “supporto fisico” con la valutazione di quella dozzina di brani che in genere vanno a comporre un album? C’entra, eccome! Prima dell’avvento della dimensione online, i vinili a 45 o 33 giri negli anni Sessanta e Settanta ed i cd successivamente, riservavano molta cura e attenzione nella realizzazione delle copertine (ora più elegantemente e con il consueto gusto esterofilo denominate “package”) poiché erano ritenute parte integrante del progetto che si andava a produrre. E non tanto per le scelte cromatiche, o per i visi, o per i paesaggi che si andavano a stampare, quanto per il gran numero di informazioni che vi erano contenute. All’epoca non si sapeva che quella ricchezza di informazioni sarebbe poi stata denominata “tracciabilità”, negli anni in cui le copertine parevano diventare un fatto esclusivamente estetico e quindi marginale rispetto ai contenuti musicali di un album. Ebbene, la tracciabilità è quell’insieme di informazioni che, a distanza di decenni, ci consentirà (o consentirà alle future generazioni, se ancora vi saranno appassionati di musica) non solo di individuare l’artista interprete di un brano, ma anche i tempi dello stesso brano (intendendone la lunghezza, ma anche l’anno di incisione), gli autori dei testi e della musica, l’etichetta discografica che lo ha prodotto, gli editori. Insomma, tutta la storia di una raccolta di canzoni contenuta in un “supporto fisico”. In tempi in cui la musica si “scarica” su vari aggeggi destinati all’ascolto, il rischio di perdere la tracciabilità di un brano, che pure ci piace molto, è elevatissimo. E ciò rappresenta uno sgarbo (oltre che una rinuncia dal punto di vista culturale) nei confronti di coloro che a quel brano hanno lavorato, in diverse vesti e con diverse mansioni. Insomma, un fatto inaccettabile per chi ama davvero sapere ciò che ascolta e non utilizza la musica come un sottofondo, più o meno rumoroso, tra una telefonata ed un piatto di lasagne. Per questo continueremo a porre quale condizione irrinunciabile per procedere alla recensione di un album (non di singoli o ep che quasi sempre precedono o seguono un album), la disponibilità…del cd. Nella sua intierezza, con copertina e dettagli informativi che sono parte integrante del progetto. Insomma, con il “package” a posto.

Giorgio Pezzana

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