“HEYCABOTO” CON SPRAZZI DI VINTAGE

“heycaboto” è un album divertente. Nove tracce scritte e cantate da Nicola Palmari, in arte Nicola Caboto, che pur senza mai raggiungere livelli di assoluta eccellenza, in buona parte “entrano”, colgono nel segno, risultano gradevoli sia per l’intensità musicale sia per i testi che se ne vanno in leggerezza e libertà.

 

 

S’inizia con “Casa casetta” e si ha la sensazione di essere all’ascolto di un brano che potrebbe appartenere al repertorio di alcuni vecchi complessi (oggi si chiamano band) degli anni ’70, tipo I Bisonti o I Ribelli. Un tuffo nel passato insomma, ma senza dietrologie e per questo più godibile. Anche in “Non una parola” si respira un’aria che sa un po’ di deja vu e dal testo emerge la frase “…parti tra due ore ma hai già chiamato il camion. Hai sogni forse molto ingombranti..” che strappa un sorriso. Musicalmente è poca cosa. Un testo piuttosto originale è quello che troviamo in “Romanzo esistenziale” e l’arrangiamento qui si fa convincente ed ancor più trascinante risulta essere “E nebbia nel cuor” che ha un giro di accordi accattivante ed un curioso finale che potremmo definire quasi spoporzionatamente ma non sgradevolmente pomposo (con l’uso dei timpani). “heycaboto” dà il titolo al progetto ed è una canzone sostenuta da una ritmica calzante, ma di per sé non entusiasmante, come non lo è il testo che sembra pensato più che per comunicare, per accrescere la musicalità del brano. “Gelo siberiamo” è una canzoncina piacevole e divertente che ricorda in modo abbastanza evidente, sia pure in modo meno swingato, il miglior Sergio Caputo. E si prosegue con “Confine su confine”, brano abbastanza originale che pone in risalto più di altri la versatilità della voce di Caboto, incorniciata nella ripetitività ritmata di un pianoforte. Il finale non concede gran che; “Vintage” non è una bella canzone e l’ultima traccia, “Piccola (famelica) zanzara” è rinunciabilissima, affidata com’è alla sola voce accompagnata dalla chitarra classica di Mirco Bonucci, un duo che alla fine produce un brano stuchevole e scoordinato. Che dire dunque? “heycaboto” non è certo un capolavoro, ma è un cd di buona fruibilità, vivace e senza fronzoli né impennate. Alcune delle canzoni contenute nell’album sono certamente “radiofoniche” ed i musicisti, senza mao alzare i toni, fanno la loro parte. Merita la sufficienza, anche per il divetente video che lo accompagna.

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