“LE RADICI E LA LUNA”, L’OTTIMO NUOVO ALBUM DI P.A.O.

E’ un vero peccato avere scelto una brutta canzone cone “Militare” per aprire un album che, se si ha la cocciutaggine di andare oltre, racchiude invece una manciata di canzoni molto piacevoli che fanno riscoprire il gusto del cantautorato più autentico, traccia dopo traccia.  Sto parlando di “Le radici e la luna”, il nuovo album dei P.A.O. (Pulsazioni d’Anime Oneste), il progetto di Antonio Pignatiello (voce e chitarra) e Gianfilippo Invincibile (batteria) con la produzione artistica di Filippo Gatti. Pignatiello è un cantautore che ha inciso nel 2010 il suo primo album: “Ricomincio”; sono seguiti altri lavori e le collaborazioni con Eugenio Bennato, Pietra Montecorvino e diversi altri; nel 2020 è stato sul palco del teatro Ariston per Sanremo Rock; è laureato in Lettere ed è insegnante di italiano e storia al liceo. Invincibile ha studiato al Conservatorio di Ferrara conseguendo la laurea in batteria jazz con Ellade Bandini e Claudio Mastracci; il suo percorso artistico vanta svariate collaborazioni con artisti di rilievo in Italia ed all’estero.

Ma passiamo al nuovo album, caratterizzato da otto tracce per la realizzazione delle quali Pignatiello ed Invincibile si sono avvalsi della collaborazione di diversi altri musicisti che hanno contribuito a rendere efficaci gli arrangiamenti, a volte essenziali a volte più strutturati, ma comunque sempre funzionali al progetto. Diversi anche gli ospiti che hanno affiancato il duo nelle varie esecuzioni. Fatta eccezione per il brano di apertura, le restanti sette tracce risultano tutte dedisamente interessanti, sia dal punto di vista testuale, sia musicalmente. Dicevo dell’aura cantautorale che percorre l’intero lavoro e che lo rende qualitativamente apprezzabile; ogni brano ha una sua narrazione e mai sono le parole che cercano di farsi musica, ma è la musica che incornicia le parole e si mette al loro servizio.  Dettaglio importante che sfugge alla maggior parte delle produzioni contemporanee. Personalmente, se proprio dovessi scegliera i brani che ritengo migliori, ci metterei “Agosto”, con la partecipazione di Tommaso Cerasuolo, “L’uomo coi tagli” e, forse su tutte, “Simmetrie” con la partecipazione di Talèa e Marco Olivotto. Ma, ripeto, ci troviamo al cospetto di un album dal quale emerge il mestiere di chi lo ha concepito e realizzato. A chi lo consiglierei? Trasversalmente a tutti perchè la buona musica non ha età, ma in particolare a molti sedicenti nuovi cantautori, perchè un po’ di scuola non fa mai male.

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