GIULIO BRANDO, “NASCOSTO IN ARIA” MA PIACEVOLMENTE PRESENTE

Giunge con qualche ritardo all’ascolto l’Ep “Nascosto in aria” di Giulio Brando, al secolo Giulio Burchietti, cantautore toscano che ha racchiuso in cinque tracce l’essenza di rilessioni ed emozioni ed anche l’assenza prolungata che lo ha tenuto lontano dai riflettori per diversi anni, ritrovandolo poi più determinato, ma soprattutto con tanta voglia di raccontare.  Ed è giusta l’osservazione finale del comunicato che accompagna il progetto laddove dice: ” Questo Ep non chiede di essere ascoltato distrattamente; xchiede tempo, attenzione e cuore aperto…”. Ed in realtà, è il recupero di una narrazione dopo anni di silenzio. Le cinque tracce trovano avvio con il brano “Nascosto in aria” che dà il titolo a tutto il progetto; è un brano che lascia subito ad intendere l’intensità di un percorso. Niente effetti speciali, niente strumenti tirati, niente che non abbia quale obiettivo quello di raccontare. E’ la prerogativa dei cantautori veri ed il brano arriva, così com’è, giocato anche sulla voce un po’ annebbiata di Giulio. Il brano che segue, “Ricordo di me” è forse il pezzo migliore dell’Ep, si apre con le bellissime note di un sax e di un pianoforte che poi lasciano il passo alla voce bella ed intensa di Maella Chiappini he impreziosisce un brano già di per sè interessante. “Puledro pazzo” mi riporta a tratti ad una dimensione vagamente country and western che suscita interesse anche dal punto di vista testuale. Si torna quindi al cantautorale più rigoroso con “Stretta a me ti tengo”, con un arrangiamento più complesso ed un’apertrura vocale a più ampio respiro, per quanto concesso a Giulio Brando che non è certo sull’estensione vocale che gioca le sue carte. E si va a chiudere con “Il mio viaggio”, il brano a mio avviso meno convincente, anche se probabilmente necessario a chiusura del percorso narrativo/musicale racchiuso in questo Ep. Un disco che consiglio a chi ama la canzone d’autore proposta da chi non scrive solo nei curriculum di essere cantautore, ma lo è nei fatti e nella costruzione dei brani.

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