CLEMENTE CREA SUGGESTIONI CON “SOLO”

Con l’autorevole presentazione di Paolo Fresu, è recentemente stato pubblicato “Solo”, il nuovo album di Felice Clemente, che in questo progetto si cimenta ponendo in risalto, come “solo”, il suo talento di sassofonista (suona sax tenore e contralto) e di clarinettista. Un lavoro intuibilmente complesso che some scrive Fresu “…mette a nudo l’artista nel sottile equilibrio tra pensiero compositivo ed esecutivo…”. Un lavoro che può essere affrontato solo quando si dispone di un’assoluta dimestichezza con lo o gli strumenti, ma anche con la propria idea di musica, con ciò che si desidera fare “arrivare” a chi ascolta, con la consapevolezza che un brano strumentale di norma, ma nel mondo jazz ancora di più, non dispone del supporto della parola per suscitare emozioni o attenzioni, ma è la musica stessa a farsi parola, messaggio, stato d’animo. Ecco perchè c’è una cifra musicale e comunicativa forte in ciò che Clemente pone all’attenzione di chi ascolta. Al di là del giusto piacere che scaturisce dall’ascolto delle sue note che rivelano, un brano dopo l’altro, la cifra tecnica ed aristica del musicista. Le tracce sono tredici, il che corrisponde ad un impegno compositivo ed esecutivo ragguardevole. Forse sono anche troppe, a meno che non si intenda guardare ad un pubblico particolarmente attento e con orecchie preparate. Ma queste note in solitaria possono arrivare gradevolmente anche a chi ha maggiore destrezza con altri generi, perchè ogni ascolto lascia sensazioni nuove, atmosfere intense e sono come un viaggio che ogni volta è possibile ritrovare con “paesaggi” nuovi che al primo ascolto possono essere sfuggiti. Come mettere in discussione la qualità, ma anche le intenzioni, di un simile percorso?

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