CORRE SUI PRATI LA POESIA DI HELLMANN

E’ di recente pubblicazione “Come prati a primavera”, il nuovo album di Alessando Hellmann, cantautore e scrittore che a dodici anni di distanza da “Summertime Blue” torna in studio di registrazione con dieci nuove canzoni, un gruppo di musicisti di grande qualità ed alcuni coautori, tra i quali Rosario Di Bella, che contribuiscono a rendere questo lavoro di Hellmann un po’ meno….helmanniano.

Si comincia subito con un brano a forte impronta cantautorale, “Canzone a bassa velocità”, con parole di Hellmann e musica di Fabrizio Gatti in cui ci si imbatte in un fraseggio molto poetico (“Dimmi qualcosa adesso/in questo tempo sordo/dimmi che sono giusto/e che questo è il mio posto”), una una gradevole linea melodica e nella sontuosa tromba di Giorgio Distante. “Matilde forte in battaglia” convince un po’ meno, nonostante l’ottimo pianoforte di Fabio D’Onofrio. Si torna alla poesia più delicata con “Il suono del tuo nome” (“Il suono del tuo nome/è il suono delle piogge/che fanno dolce il mare/e gonfiano le onde”), testo di Hellmann e musica di Rosario Di Bella con gli intermezzi dell’ottima tromba di Jorge Rò. “Uno Due Tre”, il brano che segue, è una piccola sorpresa, una sorta di filastrocca per bambini che può certamente piacere anche agli adulti, anche perché Hellmann, in qualsivoglia contesto, mantiene un’eleganza interpretativa che è una delle cifre più importanti della sua dimensione artistica. “Testadura (Agnese dolce Agnese)” è un brano simpatico e fresco che racconta di una bimba dolcemente ma fortemente determinata (“Testadura è una bambina che è sicura di fare le cose meglio di papà…”). “Niente è come appare” ci offre un Alessandro Hellmann in versione piuttosto insolita, quasi un po’ rock, con la musica di Fabrizio Gatti, un Hellmann che conoscevamo molto meno e, sinceramente, continuiamo a preferire quel poeta un po’ perso nei suoi pensieri e nelle sue malinconie che ci è più consueto ascoltare. Il poeta che ritroviamo in “Prima di domani”, brano breve ma molto intenso nella sua apparente semplcità. “Elisa fa con calma” ci presenta il tratto di un’altra bambina che i colori delle parole e della voce di Hellmann tratteggiano quasi sino a darne sembianze pittoriche, sarebbe un bel brano ed è un peccato che la parte finale si perda in una sorta di “innesto” che pare avulso rispetto al resto del brano e che per questo genera più d’una perplessità. “Mai troppo grandi”, canzone scritta in collaborazione con Michelangelo Brandimarte ripropone la dimensione più fortemente cantautorale con il bellissimo sax soprano di Manuel Trabucco, gli archi del Quartetto Cablis ed un paio di passaggi vocali di Alice Pelle. E si va a chiudere con “Dopo il temporale”, brano interamente sritto da Hellmann e che l’autore dedica a suo padre, un testo che ci riserva momenti di alta poesia (“Soffierà forte il vento/a sparpagliare le strade/avremo ancora grano/da tramutare in pane…”), di delicata vocalità, una bella linea melodica ed ancora l’ottimo sax di Trabucco. Complessivamente, sia pure con un paio di scelte che non mi convincono appieno, questo album di Hellmann conferma tutto ciò che di buono di lui conosco ed ho imparato ad apprezzare in questi anni. Poesia, emozione, interpretazioni intense, ottima musica sono gli ingredienti che confermano Hellmann come uno dei cantautori più attenti e sensibili di questa epoca così avara di talenti e, soprattutto, di idee.

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