“LOOKING FOR AFFECTION”, IL DEBUT ALBUM DI GEORGIA,GEORGIA

E’ entrato da pochi giorni in circuitazione “Looking for affection”, il debut album di georgia, georgia, al secolo Giorgia Piva, cantautrice veronese venticinquenne che ha pensato al proprio nome d’arte ispirandosi a Phoebe Bridgers. L’artista vanta un buon percorso di esibzioni live, l’apertura del concerto di Infinity Song a Milano ed altre collaborazioni sino all’approdo di questo disco che ho appena finito di ascoltare. La prima considerazione, a ragion veduta, visto che le canzoni le ho ascoltate tutte, come facciamo abitualmente a Musicamag, è che dodici tracce sono troppe. A mio avviso lo sono quasi sempre, ancor più nel caso di un debut album. “Looking for affection” lo potrei sintetizzare così: mette in luce la voce interessante ed a tratti intrigante di georgia, georgia; presenta una carrellata di brani che, dal più al meno, si potrebbero inserire nel filone pop con qualche venatura rock; è un disco decisamente radiofonico, con i pro ed i contro che questa definizione sottintende. Mi spiego. Un disco radiofonico è un prodotto di buona fruibilità, piacevole, di facile ascolto. Ma è anche un disco fatto di canzoni che… scivolano via, perchè spesso chi tiene la radio accesa, non sempre ascolta ciò che sente e spesso, anzi, la radio diventa un gradevole “tappetino” sul quale si muovo altre attività. Detto questo, posso dire che i brani di questo disco che mi hanno più convinto sono sostanzialmente due: “Lies” e “Runner up”; il primo per l’interpretazione sorniona ed un buon arrangiamento, il secondo perchè forse più di altri mette in luce la voce, tutt’altro che trascurabile di georgia,georgia ed appare un po’ meno scontato. Per il resto, mi sono trovato al cospetto di una serie di canzoni che non accusano mai cedimenti reali, ma neppure decollano realmente. Lo stile è piuttosto omologato, non vi ho trovato grande personalità e neppure significative performances dal punto di vista musicale. Credo che questa artista abbia le potenzialità per tentare di alzare l’asticella, magari cantando in italiano perchè se il tentativo, cantando in inglese, è quello di provare a guardare ad una dimensione più internazionale, non dobbiamo nasconderci che di canzoni di questo tipo là fuori ve ne sono alcune centinaia.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza cookies per migliorare la tua navigazione, se procedi nella navigazione ne accetti l'utilizzo.