L’INQUIETUDINE DELLA NOTTE NELLA “MOVIDA” DI [LESSNESS]

E’ uscito in questi giorni “Movida”, il nuovo album di [lessness], il progetto solista di Luigi Segnana, compositore e produttore, molto attivo in area indipendente è stato anche bassista e coproduttore della band Casa del Mirto. Decide per un nome d’arte che in qualche modo lo ricollega al nuovo percorso artistico che va ad intraprendere, ovvero si rifà ad un richiamo poetico di Samuel Beckett. La musica che [lessness] va a proporre affonda le sue radici in alcuni generi ispirati degli anni ’80 e ’90, c’è molta elettronica, ma anche la ricerca di sensazioni avvolgenti che tendono a ricreare irrisolte atmosfere notturne, cioè l’essenza di questo nuovo progetto.

Va detto che, ascoltando brano dopo brano le undici tracce (mi sia consentito di ribadire, troppe!) che l’ambient che l’artista intende creare prende forma poco a poco e gran parte del merito va riconosciuto proprio a [lessness] o, meglio, alla sua voce spesso oscura, poco più che sussurrata, proprio come le atmosfere che intende creare e che lentamente va a frequentare portando con sè l’ascoltatore. Dal punto di vista prettamente musicale, gli arrangiamenti sono buoni e nel complesso tutto si regge intorno ad un minimalismo che non invade, ma sorregge. Il titolo dell’album, “Movida”, tutto in lingua inglese, pare quasi un paradosso poichè i brani contenuti in questo disco (tranne un paio, che sono anche i meno interessanti) fanno pensare ad una movida vista da lontano, una movida di altri, una movida frequentata forse e poi lasciata per ritrovare nei colori lontani della notte emozioni vissute o desiderate. Da qui quel filo di malinconia che si trasforma in rilassante piacevolezza.

Non è un disco per tutti. Richiede ascolto, concentrazione, desiderio di immergersi in stati d’animo che talvolta vanno ritrovati per rincorrerli nei suoni della notte.

 

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