I “RIFLESSI” DI FREJA GUARDANO PIU’ IN LA’

E’ da pochissimi giorni in circuitazione “Riflessi”, il disco d’esordio di Freja, molto ispirata dalla dimensione artistica di Elisa, ha iniziato il suo progetto nel 2024 con lo sgurado rivolto all’area pop rock indipendente; nel 2025 viene presentato “Trilogy”, una collaborazione con Ring of Love; nel giugno dello stesso anno esce il primo singolo, “Che ti devo dire?”, seguito da “Chica Loca”, entrambe canzoni che ritroveremo nel suo nuovissimo album.

“Riflessi” è un lavoro caratterizzato da dodici tracce, che io continuo a ritenere troppe, soprattutto per un debut album ed infatti, il dodicesimo brano dato come “bonus track”, non è altro che la riproposizione di “Chica Loca” già ascoltato poco prima e che, per altro, a mio avviso, è uno dei brani meno riusciti dell’album, non fosse altro perchè cose di questo genere in circolazione ve ne sono a mazzi. Ma veniamo all’ascolto e devo dire che il primo brano, “Decidere adesso”, colpisce sin dalle prime battute per la voce decisa di Freja che pare quasi dominare un pop rock di una certa energia; alla fine scoprirò che con la cover di “Luce (Tramonti a nord est)”, è il brano più bello del disco.  Direi poi interessante “Ci sono anch’io”, un brano che ha richiami quasi cantautorali, smorzati però da un arrangiamento che forse avrebbe dovuto consentire a questa canzone di essere ciò che avrebbe potuto ; così come mi è molto piaciuta “Time”, in inglese con sicurezza, musicalmente essenziale e quindi… largo alla voce dsi Freja, che è una bella voce; “Quello che ti do”, un bel pezzo in versione acustica, ma quando sento “…se la luna non basta ti compro le stelle, mi vendo la pelle per te…” penso ad un testo un po’ stucchevole.  E poi c’è appunto “Luce (Tramonti a nord est)”, canzone portata a Sanremo da Elisa e che Freja interpreta in modo impeccabile. Per il resto, si tratta di brani un po’ fragili, non oggettivamente brutti, ma neppure particolarmente interessanti. Certamente è un disco con alcuni spunti interessanti, ancor più considerando che si tratta di un album d’esordio, ma una voce come quella di Freja può sicuramente dare di più anche dal punto di vista della maturità artistica, prendendo un po’ le distanze da quel pop rock di più facile fruizione, per provare ad avverturarsi verso dimensioni più impegnative. L’ottima interpretazione di un brano bellissimo come la cover di Elisa è lì a dimostrare che la materia prima c’è ed è anche parecchia.

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