ECCO PERCHE’ LE CANTANTI SONO MIGLIORI DEI CANTANTI

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Non ci avete mai fatto caso? Su dieci brani che la nostra rivista decide di presentare, anche con un semplice annuncio, mediamente sette sono progetti che hanno quali protagoniste le donne. Senza voler sminuire nessuno, occorre però riconoscere che cantanti e cantautrici hanno una marcia in più. E vi spiego il perché. Tra il tanto materiale che gli uffici stampa ci inviano vi sono poche cose eccellenti, molte mediocri e diverse inascoltabili o, per qualche ragione, improponibili. Tra queste ultime, ben difficilmente vi potreste trovare proposte di artiste ed io credo per due ragioni: perché le donne, quando sono ambiziose, difficilmente trascurano i dettagli e perché le donne hanno quasi tutte il senso della decenza. Chi vuole intraprendere un percorso artistico, nella musica come in qualunque altra arte, deve comprendere sin da subito che non si sta giocando, ma si sta tentando di affermarsi in una professione difficile, ricca di insidie e prodiga di delusioni. Tutto ciò richiede impegno, preparazione e serietà. Chi vuole giocare, a seconda della dimensione nella quale meglio si ritrova, può andare al luna park o ad una festa in maschera. E questo è un concetto che, purtroppo, con una frequenza non trascurabile, sul fronte maschile sembra poco considerato. Un tempo, chi si metteva nella musica, non lo poteva fare per gioco perché realizzare un disco in modo indipendente, aveva dei costi elevatissimi. E trovare un’etichetta discografica disposta ad investire su di un progetto artistico era come vincere un terno al lotto. Senza per altro avere alcuna garanzia di successo. Oggi chiunque, con l’aiuto di qualche supporto di facile reperibilità, può realizzarsi un cd o un video in casa con poche centinaia di euro. Dopodichè si colloca il lavoro nelle piattaforme più compiacenti e si rimane in attesa che accada qualcosa. E’ il concetto della lotteria: nove volte su dieci non accade nulla, ma quella volta che accade… E’ un modo cialtronesco di accostarsi alla musica ed è, purtroppo, un modo prevalentemente maschile. Le ragazze, sul fronte opposto, possono anche proporre progetti mediocri (ma molto difficilmente inascoltabili), soprattutto quando si abbandonano alle tentazioni electro-dance tra moine ed esposizione della pregiata “mercanzia”. Più frequentemente però ci si imbatte in brani poco convincenti, ma comunque sempre interpretati con convinzione e serietà e che quindi ben difficilmente inducono ad una stroncatura senza appello (cosa che invece tra gli aspiranti artisti maschi accade con una certa frequenza) perché un brano migliore potrebbe rendere maggior merito all’interprete. E concludo un discorso che potrebbe essere lunghissimo. Anche nella musica, come nella vita, alla fine, vincono l’applicazione, lo studio, la legittima ambizione coniugata però con una seria progettazione del proprio percorso. Lo sperare nella buona sorte spacciando per elevate sperimentazioni prodotti dozzinali e privi di idee e di personalità, è il frutto di una superficialità che trova decisamente più accoliti nella sfera maschile.

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