“CORPONUOVO” L’EP A DUE VELOCITA’ DI G.EM.

Situazione strana ed imbarazzante quella che mi ritrovo ad affrontare per recensire l’Ep intitolato “Corponuovo”, ultimo lavoro della cantautrice e polistrumentista romagnola g.em., al secolo Giorgia Macrelli che, seppur giovane, ha già avuto interessanti esperienze negli Stati Uniti, in Spagna, Danimarca e Germania; ha aperto i concerti di alcuni artisti, ha collaborato con la cantautrice Enrica Mou, ha pubblicato alcuni singoli finchè, nel 2020, è uscito “Notturno” che è un punto di  svolta per il suo percorso artistico. “Corponuovo” è il suo primo Ep. Dicevo della sensazione strana ed imbarazzante al cospetto di questo suo progetto poichè, per dirla senza troppi preamboli, ho avuto la sensazione di avere a che fare con una Ferrari che cammina con il motore di una 500. Ed è proprio perchè mi è parso di avere a che fare con una potenziale Ferrari che scrivo una recensione che se dovesse basarsi solo sulle canzoni, non avrei scitto. Metto le mani avanti prima di essere aggredito: le quattro tracce contenute in “Corponuovo” non sono così orribili anzi, a rileggere i miei appunti, non ve n’è una al di sotto della sufficienza. Ma il problema è che non ve n’è neppure una al di sopra perchè se già all’appunto della prima, “Manifesti”, che ritengo il brano migliore, mi ritrovo a scrivere: “…arrangiamento molto minimale per una voce limpida; linea melodica fragile…”, allora significa che le premesse non sono eccezionali. Ma un qualcosa di buono, anzi, di buonissimo c’è ed è la voce pulita, con una discreta tavolozza di tonalità ed un’altrettanto interessante versatilità di g.em. Ed è a questo punto che nasce il rammarico perchè una dimensione vocale talentuosa viene in questo Ep un po’ soffocata da brani che non ne valorizzano sino in fondo le potenzialità. Sono certo che g.em. ha tutto ciò che serve per alzare l’asticella ed offrirci brani di maggiore intensità a e completezza (anche musicalmente). Nel frattempo ascoltiamoci questo Ep, gradevole, ma che non decolla mai.

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