“COME ORTICHE NEL CEMENTO”, L’EP CONVINCENTE DI CENERI

E’ in circuitazione da pochissimi giorni l’Ep “Come ortiche nel cemento” di Ceneri, al secolo Irene Ciol, cantautrice friulana che avevo già avuto modo di conoscere attraverso l’ascolto di alcuni suoi singoli. Già quelli mi avevano convinto sulla cifra artistica di questa venticinquenne che si approccia alla musica con grande garbo ed eleganza. L’Ep non ha fatto che confermare le buone sensazioni che già avevo percepito.

Si tratta di un lavoro di squadra, considerando che Irene per realizzare questo progetto, ha chiamato intorno a sè diversi altri autori in diversi modi affini alle sue potenzialità interpretative. Ne è scaturito un lavoro raffinato, musicalmente pulito, nel quale l’artista ha avuto modo di esercitare il suo bagaglio vocale senza mai tradirne la personalità. Le tracce sono sette e s’inizia con “Se ti sapessi”, un brano ben strutturato e ben arrangiato in cui la voce di Ceneri, che può apparire incerta, in realtà sa essere fragile o decisa laddove serve, buona la linea melodica. Segue “Ragnatela”, che delle sette tracce è forse quella che mi convince meno. Ma ci si rifà subito con “Ortiche”, quello che io considero il brano più bello dell’Ep, interpretato con la partecipazione di Piccolo in cui si apprezza una gradevolissima linea melodica e le due voci a tratti si fondono dando vita ad un brano molto fruibile. Discreto anche “Quasi all’improvviso”, buon brano interpretato con una certa raffinatezza, ma che forse fatica un poco a decollare. “Sale” è una canzone vocalmente e strumentalmente ben costruita, ma neppure questa mi convince del tutto, almeno dal punto di vista della fruibilità. La media torna ad alzarsi con “Sbalzi d’umore”, brano in cui la voce diviene quasi uno strumento, assecondato da buonissimi arrangiamenti, nell’insieme piacevole e si va a chiudere con “Due lune” che ricorda una brezza leggera che fa lo slalom tra le note ed evoca dimensioni oniriche remote. Complessivamente è un bel lavoro, di piacevole ascolto, che ci rivela con maggiore completezza la dimensione artistica di Ceneri e che conferma che le mie prime sensazioni su questa cantautrice non sono state deluse.

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