E’ da pochissimi giorni in circuitazione “Se fosse un film”, il nuovo Ep di Cecilia Quad, cantautrice ed interprete che ha già avuto modo di raccogliere molti consensi, non solo in Italia, per la sua capacità di reinterpretare grandi successi internazionali in modo personalissimo; il suo primo Ep, intitolato “Molto personale” ha avuto grande impatto e la versione acustica di “Take On Me” è stata presentata su RaiUno e trasmessa da molte emittenti nazionali. Confesso che mi sono avvicinato con molta circospezione a questo nuovo Ep di Cecilia Quad poichè raramente questa rivista si occupa di cover, ma mi ha incuriosito il fatto che tra queste cinque tracce ci fosse anche un’inedito che avevo voglia di scoprire.
Devo ammettere che sono stato ampiamente ripagato ed anche sorpreso perchè quelle di Cecilia non sono solo cover, ma sono vere e proprio riletture di brani famosi che lei, in queste circostanza, ha voluto immaginare come avrebbero potuto essere se trasformati in colonne sonore da film (da qui il titolo del progetto) avvalendosi di arrangiamenti ispirati a Zimmer, Morricone, Gregson-Williams, insomma, alcuni dei grandi maestri internazionali della musica da film. Il tutto sempre con grande rispètto per le versioni originali delle canzoni scelte. Cecilia Quad ha una voce straordinaria saoprattutto per le infinite tonalità che riescono a dare colori forti e tenui alle sue interpretazioni, sempre con grande raffinatezza. Il resto lo fanno gli arrangiamenti che in qualche modo suggeriscono anche quello che sarà il suo prossimo lavoro, interamente di inediti con atmosfere epic pop sinfoniche. Ma veniamo all’Ep che si apre con “Bella d’estate”, che rende merito alla bella canzone di Mango con un’interpretazione puntuale e musicalmente molto accurata; segue “Su di noi”, il grande successo di Pupo rivisitato con originalità per una prova vocale davvero interessante; ecco quindi il brano inedito, “Inferno”, che è una canzone di più difficile fruizione, ma è sontuosa la dimensione orchestrale e vocale che accompagna l’ottima esecuzione, direi il brano migliore dell’Ep; si prosegue poi con “L’italiano”, la canzone di Toto Cutugno che ha fatto il giro del mondo e che qui viene rivisitata con molta delicatezza, a tratti quasi un sussurro cristallino, con un arrangiamento molto incisivo, indubbiamente una versione sorprendente. E si va a chiudere con “I Like Chopin” portata al successo dai Gazebo, forse la meno convincente di questa manciata di cover, ma devo ammettere che non mi convinceva troppo neppure l’originale; musicalmente bene (specialmente il pianoforte) ma forse in questo caso Cecilia non dà il meglio di sè. Si tratta comunque di un ottimo lavoro che mi rende ancor più curioso di ascoltare il prossimo progetto, tutto di inediti, che potrebbe segnare il decollo definitivo di questa artista.