Il Sogno della Crisalide è un progetto di Vladimiro Modolo, autore di testi e musiche di “Vie d'uscita”, artista che ha ottenuto al Premio “Augusto Daolio” un riconoscimento per il testo del brano “Colpa della fame”. Si tratta di undici tracce che vanno a caratterizzare un'operazione finanziata con la formula del crowdfunding e che ha visto il coinvolgimento di parecchi musicisti e vocalist. Per Il Sogno della Crisalide si tratta del primo album.

E l'avvio è promettente con “La sindrome del porcospino”, brano chiaramente di taglio cantautorale, interessante grazie anche alla voce convincente dui Modolo, con un buon arrangiamento. Meno convincente “Nuvola d'Africa” con una linea melodica un po' incerta. Ed eccoci a “Colpa della fame”, il brano già premiato in un contesto nazionale. E' una canzone resa fruibile da un buon ritornello e da una struttura musicalmente discreta. Sulla tematica affrontata, cioè la vicenda della morte di Stefano Cucchi, non riteniamo di addentrarci poiché troppe sono state le speculazioni politiche dietro a questa tragedia. Vogliamo occuparci di musica e solo di quella, come lo spirito della nostra rivista ha scelto di fare sin dalla prima uscita. “Nelle mie lacrime” è un brano che passa quasi inosservato mentre non si può non cogliere “Vie d'uscita” che passa improvvisamente da una dimensione cantautorale ad un rock piuttosto ruvido, lasciandoci qualche perplessità sulla reale convinzione di chi ha scritto ed eseguito questo brano. Bella invece “Tiramisu”, melodicamente cantilenante, dolce e nel contempo maliziosa. La tematica della depressione scandisce il testo ma anche la musica di “Immobile” e pare voler assecondare o meglio, tratteggiare, uno stato d'animo purtroppo diffuso. “Quando sarò capace di amare” è una cover tratta dal repertorio di Giorgio Gaber, non una delle sue cose migliori e la versione del cantautore milanese, per quanto ricordiamo, era assai meno confusa, almeno musicalmente. “Ascoltare il pazzo”, come “Immobile” è un'altra canzone che tratteggia con le note uno stato d'animo, forse dal punto di vista musicale sfiora la paranoia e sembra non decollare mai finchè, nella seconda parte, l'apertura è ampia e bella. “Amore alcolico” sarebbe una buona idea che non riesce però a trovare un adeguato sviluppo, annegando non nell'alcool ma nella noia. E si chiude con “La musica mi salverà”, buon pezzo, una ballata gradevole che chiude onorevolmente questo progetto non sempre eccelso. La “materia prima” (la voce di Modolo, i musicisti) sicuramente c'è. La creatività nella composizione dei brani non sempre supporta le buone idee di partenza e gli arrangiamenti, in alcuni casi, paiono enfatici. Ma si tratta del primo album e....la sufficienza ci sta tutta.