“Hanno ragione tutti”, il nuovo album di Alberto Molon, concentra in undici tracce un mix di contraddizioni, attese, piacevolezze, delusioni e qualche banalità. Ha la curiosa capacità di farti cambiare idea quando ti assale la tentazione di spegnere; non riesce mai a entusiasmare, ma riesce spesso ad incuriosire.

Il primo brano, “Avrei voluto essere the Edge”, apre un discorso caratterizzato com'è da una buona musicalità; ma “Hanno ragione tutti” colpisce invece per il testo, agile, divertente, ben strutturato nel disegnare le difficoltà d'intesa tra uomo e donna, tra illusioni e fraintendimenti; “Dove sei” invece stupisce, ha una buona linea melodica e quel tocco di sensualità nelle parole sussurrate da Molon, che non si comprendono, ma fanno atmosfera. “Come posso stare senza te” è un brano con richiami anni '70, complessivamente deboluccio e male arrangiato. “Meglio un taglio che niente” (riconosciamolo, anche i titoli fanno la loro parte!) avrebbe potuto essere un discreto pezzo se, soprattutto nella prima parte la voce non venisse divorata dalla musica, per poi riprendersi, ma finire poco dopo in un bagno di note. “La storia di un film” è... senza storia, mentre “E forse” è una canzone alla ricerca di una maggiore fruibilità, tanto da apparire un brano alla Tozzi, in fondo gradevole pur senza raggiungere vette troppo elevate; neppure “Il mio vicino di casa” risulta convincente (è una di quelle che indurrebbe a spegnere per noia), ma poi arriva “Chi ti dice che non si può” con il migliore arrangiamento dell'intero album ed allora sei costretto a rimanere in ascolto anche perchè, il brano successivo, “Alla fine tutto resta”, nelle prime battute risulta assai promettente (il che rivela e conferna la presenza di materia prima), ma poi si scioglie in una soluzione indistinta. E si chiude, tutto sommato degnamente, con “Non tornerò più”, anche se meppure questa canzone fa balzare sulla sedia. Un cd che nell'insieme stenta assai a raggiungere la sufficienza, ma rivela potenzialità che Molon ed i suoi collaboratori dovrebbero cercare di mettere a frutto con un prossimo lavoro. Ci sono margini di crescita che dovrebbero essere sfruttati.