Ad osservarla mentre suona la sua chitarra e canta, pare di riuscire a leggere dalle espressioni del suo volto i sentimenti, le passioni, le sofferenze e e l'orgoglio di un'appartenenza. Lula Pena è una cantautrice portoghese che ha recentemente inciso un album intitolato “Archivio pittoresco”.

 

 

Tredici tracce nelle quali ci si immerge avvinti dal suono della sua voce, che riesce a conferire al canto espressività e colori, pur senza mutare mai di molto i toni. E ad incorniciare quel suo modo di porgere le canzoni, è sempre e solo la chitarra acustica che maneggia e suona con rara maestria, sino a trasformarla nella sua orchestra. C'è aria di fado, inesorabilmente, in molte delle sue canzoni, ci sono le asperità e le speranze della sua terra, anche se il fado di Lula Pena, a differenza di quello molto teatralizzato di Amanda Rodriguez e di quello dal tratto più moderno ed orchestrato di Dulce Pontes, appare più piano, più primordiale, più di casa. Una donna e la sua chitarra, in qualunque angolo di mondo le vogliamo immaginare, a cantare e suonare la vita, senza troppi sorrisi, ma anche senza lacrime. E' bello e avvincente l'alternarsi dei brani, soprattutto perchè, di volta in volta, ci si scopre ad interrogarsi sul come Lula saprà colorarli del pathos che emana la sua personalità. Fado, ma anche world music ed un toccante omaggio ad un indimenticabile personaggio della canzone sarda ed italiana, Andrea Parodi, con una versione poco più che sussurrata di “No potho reposare” che qui si intitola “A diosa”. E' un bel cd quello di Lula Pena, che lascia intuire il calore che da quelle canzoni può scaturire in versione live, ma che, anche al semplice ascolto dell'album, ci immerge in un mondo difficile ed intenso che attraverso la musica esprime le ragioni della propria esistenza. Da segnalare (e non è un dato trascurabile) l'elegante package che accompagna questa produzione, a renderne ancor più evidente la completezza.