Come tutte le cose, se si vuole fare rock, ancor più metal-rock, lo si deve sapere fare bene. Soprattutto in un periodo come questo, pervaso da fracassoni sdoganati da generosi percorsi online, che si sentono portatori della cosiddetta musica che “spacca”. Gli Acid Muffin con il loro album “Bloop” ed una copertina che pone in risalto un figuro a metà alieno ed a metà supereroe rivelano una musicalità forte e compatta, che sa dove vuole arrivare.

 

 

Ci troviamo al cospetto di una dozzina di tracce per 50 minuti di grande energia. E pazienza se quasi sempre i testi, qui più che altrove, sono il supporto vocale alla musica, quasi uno strumento tra gli strumenti (ma non un pretesto ed è questa la grande differenza rispetto tante altre rock band). I brani scorrono veloci e ciascuno riserva, anche solo per pochi istanti, qualche elemento di novità rispetto al precedente (una chitarra più virtuosa, una ritmica più marcata ed in alcune occasioni, soprattutto nelle fasi introduttive di alcuni brani, una linea melodica insospettabile). La sensazione è quella di trovarsi al cospetto di una band alla quale la dimensione live può dare il giusto rilievo, ben più del semplice cd. Ma sul fatto che ci si trovi al cospetto musicisti solidi, con idee chiare sul dove e sul come approdare ai lidi di un rock duro ma gradevole, non vi sono dubbi. Oggi, tra tanta confusione e pochi talenti, questa coerenza diviene un requisito che può fare la differenza.