musicamag.com

ATTENZIONE: per recensioni di album o EP occorre il supporto fisico da inviare al seguente indirizzo:

Associazione Artistica AnniVerdi - Rivista "Un'Altra Music@" - Via del Carmine, 5 - 13878 Candelo( Bi)

Per i soli annunci di EP, singoli e videoclip, non viene richiesto il supporto fisico.

Editoriale

BIELLA FESTIVAL "MUSIC VIDEO": ECCO IL BANDO

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDF | Stampa | E-mail

L'Associazione Artistica AnniVerdi, che edita questa testata e promuove Biella Festival, ha pubblicato nei giorni scorsi il bando della 3a edizione di Biella Festival Music Video, cioè un festival riservato ai videoclip musicali di area indipendente. Si tratta dell'evoluzione di Biella Festival Autori e Cantautori che il prossimo ottobre celebrerà i suoi 20 anni con una passerella conclusiva per poi andare in pensione. Biella Festival Music Video è quindi il futuro di Biella Festival, così come lo sono i videoclip musicali per la promozione della musica, in un'epoca in cui la vendita dei cd è ridotta ai minimi termini (tanto che anche il maggiore stabilimento che li produce chiuderà presto i battenti). Proprio alla luce di queste considerazioni AnniVerdi ha pensato di voltar pagina (e non è un caso che le ultime quattro edizioni di Biella Festival Autori e Cantautori abbiamo avuto, come premio per il vincitore, non più la realizzazione di un album, ma la produzione di un videoclip con il brano vincente), Di seguito pubblichiamo dunque il bando della terza edizione di Biella Festival Music Video ricordando che la scadenza per l'inoltre dei video in gara (basta anche un semplice link) scadrà il prossimo 31 maggio.

1) L'Associazione Artistica AnniVerdi (anche ideatrice e promotrice di Biella Festival Autori e Cantautori che quest'anno giunge alla 20a edizione), con la partnership della prestigiosa testata “Cinecorriere” fondata nel lontano 1948 da Alberto Crucillà e con il portale “Colonne Sonore” promuove la terza edizione di Biella Festival Music Video.

2) l concorso è rivolto a registi e musicisti che abbiano realizzato nel corso del periodo compreso tra il 1° gennaio del 2017 ed il 31 maggio del 2018 un videoclip con brani musicali che abbiano accompagnato, o meno, l'uscita di un singolo o di un album.

3) L'ISCRIZIONE AL FESTIVAL E' GRATUITA

4) Per iscrivere un videoclip, occorre inviare il materiale via mail (dati relativi al brano contenuto, nomi e cognomi dei protagonisti e del regista, titoli e breve descrizione del progetto, oltre naturalmente al Video tramite l’ausilio di un link o su dvd) all'indirizzo giorgiopezzana@biellafestival.com. Le caratteristiche tecniche dovranno, in linea di massima, essere le seguenti: Cocec H264 con profilo HIGH (entropy mode: CABAC)??Risoluzione in 16:9: Full HD 1080p - HD 720p; Estensione: mp4??Frame rate: tra 24 e 60 fps

5) La corretta iscrizione verrà confermata con una e-mail con in allegato la scheda di partecipazione per la conferma dei dati prodotti da chi partecipa

6) I videoclip iscritti potranno essere inviati, unitamente alla scheda di partecipazione in formato dvd o tramite l'indicazione di un link ove ne sia possibile la visione. Le copie del dvd non verranno restituite.

7) Chi intendesse inviare copie fisiche del proprio lavoro lo potrà fare inviando il materiale al seguente indirizzo: Associazione Artistica AnniVerdi – 2° Biella Festival Music Video – Via del Carmine, 5 – 13878 CANDELO (Bi)

8) Le opere contenenti brani non in lingua italiana, dovranno essere corredate da apposita traduzione da allegare al materiale che verrà inviato via mail o tramite posta (scheda di partecipazione + dvd o link ove visionare il lavoro)

9) La scadenza per l'invio del materiale in questione è quella del 31 maggio 2018 (per le copie fisiche farà fede il timbro postale recante la data d’inoltro)

10) L'apposita Commissione che verrà formata dall'Organizzazione individuerà, a proprio insindacabile giudizio,  tra il materiale pervenuto, le dieci opere destinate alla finale della rassegna.

11) I videoclip finalisti verranno proiettati, con relativi commenti degli autori, nella serata del 13 ottobre 2018, presso la prestigiosa sede del Biella Jazz Club al borgo storico del Piazzo di Biella. Al termine della serata si procederà alla premiazione dei tre migliori progetti.

12) I CONVENUTI (ARTISTI, REGISTI, O LORO RAPPRESENTANTI) SINO AD UN MASSIMO DI 30 PERSONE POTRANNO PERNOTTARE A SPESE DELL’ORGANIZZAZIONE, NELLA NOTTE TRA IL 13 ED IL 14 OTTOBRE, NEL VICINO OSTELLO DELLA GIOVENTU’. POTRANNO INOLTRE CONSUMARE I PASTI A PREZZO CONVENZIONATO IN UN VICINO RISTORANTE. LE SPESE DI VIAGGIO SARANNO A LORO CARICO

13) Il video che verrà premiato al Biella Festival Music Video godrà di una campagna di promozione in collaborazione con “Cinecorriere”. Sono in atto, infine, trattative di collaborazione con un festival dell’audiovisivo di respiro europeo ed internazionale.

14) Tutte le opere che perverranno al concorso andranno a costituire patrimonio artistico nell'archivio dell'Associazione Artistica AnniVerdi. L'Organizzazione si impegna a non farne alcun uso commerciale. Eventuali richieste di divulgazione delle opere potranno essere accolte dall'Associazione mettendo a dispozione dell'utenza i videoclip a noleggio gratuito.

15) In esecuzione dell'art.11 della legge 675/96 recante disposizioni a tutela delle persone e degli altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, il partecipante fornisce il proprio consenso al trattamento dei propri dati personali direttamente o anche attraverso terzi, oltre che per l'integrale esecuzione dei regolamento presente, anche al fine di elaborare studi, ricerche, statistiche ed indagini di mercato

16) Nell'arco della valenza del bando, AnniVerdi, in qualità di organizzatrice di Biella Festival, potrà apportarvi modifiche ed integrazioni, a suo insindacabile giudizio, per finalità organizzative e funzionali.

17) Per ogni eventuale vertenza riferita al bando in questione il Foro competente é quello di Biella



 
Home Archivio editoriali

L'Associazione Artistica AnniVerdi, che edita questa testata e promuove Biella Festival, ha pubblicato nei giorni scorsi il bando della 3a edizione di Biella Festival Music Video, cioè un festival riservato ai videoclip musicali di area indipendente. Si tratta dell'evoluzione di Biella Festival Autori e Cantautori che il prossimo ottobre celebrerà i suoi 20 anni con una passerella conclusiva per poi andare in pensione. Biella Festival Music Video è quindi il futuro di Biella Festival, così come lo sono i videoclip musicali per la promozione della musica, in un'epoca in cui la vendita dei cd è ridotta ai minimi termini (tanto che anche il maggiore stabilimento che li produce chiuderà presto i battenti). Proprio alla luce di queste considerazioni AnniVerdi ha pensato di voltar pagina (e non è un caso che le ultime quattro edizioni di Biella Festival Autori e Cantautori abbiamo avuto, come premio per il vincitore, non più la realizzazione di un album, ma la produzione di un videoclip con il brano vincente), Di seguito pubblichiamo dunque il bando della terza edizione di Biella Festival Music Video ricordando che la scadenza per l'inoltre dei video in gara (basta anche un semplice link) scadrà il prossimo 31 maggio.

1) L'Associazione Artistica AnniVerdi (anche ideatrice e promotrice di Biella Festival Autori e Cantautori che quest'anno giunge alla 20a edizione), con la partnership della prestigiosa testata “Cinecorriere” fondata nel lontano 1948 da Alberto Crucillà e con il portale “Colonne Sonore” promuove la terza edizione di Biella Festival Music Video.

2) l concorso è rivolto a registi e musicisti che abbiano realizzato nel corso del periodo compreso tra il 1° gennaio del 2017 ed il 31 maggio del 2018 un videoclip con brani musicali che abbiano accompagnato, o meno, l'uscita di un singolo o di un album.

3) L'ISCRIZIONE AL FESTIVAL E' GRATUITA

4) Per iscrivere un videoclip, occorre inviare il materiale via mail (dati relativi al brano contenuto, nomi e cognomi dei protagonisti e del regista, titoli e breve descrizione del progetto, oltre naturalmente al Video tramite l’ausilio di un link o su dvd) all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Le caratteristiche tecniche dovranno, in linea di massima, essere le seguenti: Cocec H264 con profilo HIGH (entropy mode: CABAC)??Risoluzione in 16:9: Full HD 1080p - HD 720p; Estensione: mp4??Frame rate: tra 24 e 60 fps

5) La corretta iscrizione verrà confermata con una e-mail con in allegato la scheda di partecipazione per la conferma dei dati prodotti da chi partecipa

6) I videoclip iscritti potranno essere inviati, unitamente alla scheda di partecipazione in formato dvd o tramite l'indicazione di un link ove ne sia possibile la visione. Le copie del dvd non verranno restituite.

7) Chi intendesse inviare copie fisiche del proprio lavoro lo potrà fare inviando il materiale al seguente indirizzo: Associazione Artistica AnniVerdi – 2° Biella Festival Music Video – Via del Carmine, 5 – 13878 CANDELO (Bi)

8) Le opere contenenti brani non in lingua italiana, dovranno essere corredate da apposita traduzione da allegare al materiale che verrà inviato via mail o tramite posta (scheda di partecipazione + dvd o link ove visionare il lavoro)

9) La scadenza per l'invio del materiale in questione è quella del 31 maggio 2018 (per le copie fisiche farà fede il timbro postale recante la data d’inoltro)

10) L'apposita Commissione che verrà formata dall'Organizzazione individuerà, a proprio insindacabile giudizio,  tra il materiale pervenuto, le dieci opere destinate alla finale della rassegna.

11) I videoclip finalisti verranno proiettati, con relativi commenti degli autori, nella serata del 13 ottobre 2018, presso la prestigiosa sede del Biella Jazz Club al borgo storico del Piazzo di Biella. Al termine della serata si procederà alla premiazione dei tre migliori progetti.

12) I CONVENUTI (ARTISTI, REGISTI, O LORO RAPPRESENTANTI) SINO AD UN MASSIMO DI 30 PERSONE POTRANNO PERNOTTARE A SPESE DELL’ORGANIZZAZIONE, NELLA NOTTE TRA IL 13 ED IL 14 OTTOBRE, NEL VICINO OSTELLO DELLA GIOVENTU’. POTRANNO INOLTRE CONSUMARE I PASTI A PREZZO CONVENZIONATO IN UN VICINO RISTORANTE. LE SPESE DI VIAGGIO SARANNO A LORO CARICO

13) Il video che verrà premiato al Biella Festival Music Video godrà di una campagna di promozione in collaborazione con “Cinecorriere”. Sono in atto, infine, trattative di collaborazione con un festival dell’audiovisivo di respiro europeo ed internazionale.

14) Tutte le opere che perverranno al concorso andranno a costituire patrimonio artistico nell'archivio dell'Associazione Artistica AnniVerdi. L'Organizzazione si impegna a non farne alcun uso commerciale. Eventuali richieste di divulgazione delle opere potranno essere accolte dall'Associazione mettendo a dispozione dell'utenza i videoclip a noleggio gratuito.

15) In esecuzione dell'art.11 della legge 675/96 recante disposizioni a tutela delle persone e degli altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, il partecipante fornisce il proprio consenso al trattamento dei propri dati personali direttamente o anche attraverso terzi, oltre che per l'integrale esecuzione dei regolamento presente, anche al fine di elaborare studi, ricerche, statistiche ed indagini di mercato

16) Nell'arco della valenza del bando, AnniVerdi, in qualità di organizzatrice di Biella Festival, potrà apportarvi modifiche ed integrazioni, a suo insindacabile giudizio, per finalità organizzative e funzionali.

17) Per ogni eventuale vertenza riferita al bando in questione il Foro competente é quello di Biella



I numeri che hanno accompagnato l'ultima edizione del Festival di Sanremo, impongono alcune riflessioni che vanno al di là della manifestazione. Se un evento, sia pure un festival che fa parte della storia di questo Paese, per cinque lunghissime serate televisive, riesce a mantenere un'audience media che si aggira intorno ai 10-11 milioni di telespettatori ed uno share che oscilla tra il 50 ed il 55% significa che la musica continua a rappresentare una grande, grandissima attrazione per il pubblico. Un pubblico che quest'anno è stato collocato in una fascia media di età di 54 anni e che, rispetto alle passate edizioni, ha visto un più significativo seguito anche da parte delle generazioni più giovani. Dunque, dopo 68 anni dalla prima edizione, il festivalone piace ancora anzi, piace sempre di più visto che i dati di ascolto di questi ultimi anni hanno fatto registrare una crescita progressiva di audience e di share. Probabilmente, il segreto del grande successo di quest'ultima edizione, affidata alla direzione artistica di Claudio Baglioni, è stata paradossalmente proprio la musica. Baglioni ha voluto un festival in cui la musica fosse quasi l'unica ed indiscussa protagonista. Nel corso delle cinque serate sul palcoscenico sono state eseguite 120-130 canzoni e si sono alternati oltre una cinquantina di artisti (tra quelli in gara e gli ospiti). Pochissime sono state le varianti non musicali, pochissimi gli ospiti stranieri a testimonianza del fatto che la canzone italiana può fare audience senza il supporto, sino a qualche anno fa ritenuto indispensabile, dei più grandi (e più costosi) big della canzone internazionale. Indubbiamente la rassegna sanremese continua a rappresentare un evento storico e di costume, che come tale riesce a mobilitare un sistema mediatico come non accade per nessun'altra delle ormai poche trasmissioni televisive rimaste dedicate alla canzone. Ma se il Festival di Sanremo riesce a convogliare così tante attenzioni, per quali ragioni poi, gli stessi numeri non trovano riscontro nelle vendite discografiche? Il problema si pone ormai da diversi anni e coincide con l'inizio di una crisi discografica che pare non trovare vie d'uscita. Una risposta forse la si può trovare in internet. Lo rivela un numero di per sé apparentemente di poco conto, ma che rivela invece una tendenza crescente. Lorenzo Baglioni (non c'entra nulla con il più noto Claudio) era uno degli otto giovani in gara i cui brani (contrariamente a quelli dei big) erano già disponibili prima delle cinque serate sanremesi. Ebbene, questo esponente delle “nuove proposte” è approdato alla serata della sua esibizione al teatro Ariston con un bagaglio di quasi due milioni di contatti su youtube ove con un video viene presentato il suo brano in gara, “Il congiuntivo”. Facile immaginare che nessuno di quei quasi due milioni di contatti andrà in questi giorni ad acquistare il cd con la canzone di Baglioni, basta internet, che offre come valore aggiunto anche il video. Discorso analogo per tutti gli altri protagonisti del Festival, a confermare che i disco (o cd) rappresenta ormai, in modo pressochp irreversibile, un supporto superato. La musica passa sempre più attraverso le immagini e la totale inesistenza di una norma che regoli la fruizione online di queste immagini (e quindi delle canzoni che accompagnano) mette in ginocchio l'industria del disco. Che, come i dati sopraelencati dimostrano, non coincide affatto con un dilagante disinteresse nei confronti della musica, ma solo con una diversa e più attraente (e gratuita) fruibilità.

Giorgio Pezzana

Leggo e rileggo l'elenco dei 20 “big” della prossima edizione del Festival di Sanremo, quest'anno affidato alla direzione artistica di Claudio Baglioni, e ad ogni lettura mi convinco sempre più che lo spirito di quella manifestazione dalla gravità della rianimazione è passato ad una sorta di coma irreversibile. Ormai siamo al senso ludico assoluto. Non che in passato fossero sempre credibili le graduatorie di vincitori e vinti. Ma un clima di sana rivalità, per le ragioni più svariate, lo si respirava con una certa frequenza. O perchè ad alimentarlo erano antipatie e rancori personali tra gli artisti, oppure per una questione di contrapposizione di generi e di scuole d pensiero (il melodico contro il rock'n'roll dei primi anni Sessanta, la borghesia dei paludamenti del festival contrapposta alle contestazioni sessantottine che si consumavano nelle piazze...). Più nulla. Oggi la sensazione è che la maggior parte degli artisti in gara sia lì per giocare, approfittando della prima serata Rai, per dare una spolverata a carriere un po' in declino o per misurarsi su di un terreno diverso e lontano dai loro abituali. Gli ex Pooh Roby Facchinetti e Riccardo Fogli che duellano con l'altro ex Pooh Red Canzian, sa di una sfida a bocce tra vecchi frequentatori del circolo Arci, la riapparizione di Luca Barbarossa odora di favori tra romani veri (Baglioni e lo stesso Barbarossa appunto), la presenza di Ornella Vanoni affiancata da Bungaro e Pacifico, sa più di celebrazione di una vecchia gloria della canzone italiana, che non di una muscolare partecipazione ad una gara con relativo obiettivo di vittoria finale. Ed altrettanto si potrebbe dire della presenza di Ron, che ha tutta l'aria di uno che ha voglia di farsi un giro nostalgico laddove cominciò a bazzicare, con un certo successo, sin da quando era un adolescente. Enrico Ruggeri poi, non si presenta neppure in prima persona, ma con i Decibel, cioè la formazione della sua giovinezza, quasi a voler ricercare la dimensione che fu. Che dire poi di Nina Zilli ed ancor più di Mario Biondi? La prima è una cantante straordinaria, ma di una raffinatezza che va ben al di là della dimensione nazional-popolare di un festival come quello di Sanremo, ove ha partecipato e non una volta soltanto, passando pressochè inosservata (deve alla rassegna solo gli apprezzamenti ottenuti, successivamente, in ambiti non festivalieri). Biondi è invece assolutamente fuori dal suo ambiente e Dio sa chi lo ha convinto a partecipare alla gara dell'Ariston (per certi aspetti ricorda la partecipazione di Gualazzi, anche lui prestato dal jazz al mercatone di Sanremo). Enzo Avitabile e Beppe Servillo sono altri due grandi professionisti della canzone italiana, la cui popolarità però si è ultimamente un po' appannata ed in tal senso la partecipazione al festivalone potrebbe rappresentare un'occasione di rilancio. Max Gazzè lo avremmo immaginato più facilmente al fianco di Levante, con la quale la scorsa estate aveva portato al successo “Pezzo di me”, autentico tormentone balneare. Tralasciando la solita partecipazione di Elio e le Storie Tese, che come Renzi quando disse che si sarebbe ritirato dalla politica se avesse perso il referendum, allo stesso modo hanno annunciato il loro scioglimento un mese fa, salvo poi riemergere su di un palco che di fatto hanno sempre irriso, quel che rimane non sono “big”. The Kolors, Diodato e Roy Paci, Lo Stato Sociale, Giovanni Caccamo, Renzo Rubino, Noemi, Ermal Meta, Fabrizio Moro, Le Vibrazioni e Mudimbi non sono “big” poiché, se li considerassimo tali, come dovremmo definire Vasco, Zucchero, Mina, Celentano. De Andrè.......? Eccoci dunque in prossimità di un festival che sa di luna park, tra pacche sulle spalle, incontri tra vecchi amici, ritorni e celebrazioni. Potrebbe essere un buon festival. Ma non è, e forse non sarà mai più, “quel” festival.

Giorgio Pezzana

“Un tempo le case discografiche erano più potenti. Potevano permettersi di rischiare. Investivano anche su chi probabilmente non avrebbe dato risultati immediati perchè intanto avevano gli artisti che tiravano e che garantivano profitti”. Questo diceva, solo pochi anni or sono, Francesco Guccini, commentando i suoi primi insuccessi discografici, nel corso di una lunga intervista rilasciata nella sua casa di Pavana all'inviato Rai, Vincenzo Mollica. E, paradossalmente, il discorso si ribaltava allorquando si parlava invece di dimensioni live. “Ci concediamo anche i grossi nomi” mi raccontava un giorno Efrem Galliera, patron di una delle più importanti manifestazioni estive italiane degli anni '60 e '70, che si svolgeva nei pressi di Biella, “perchè nelle altre serate facciamo i pienoni con le orchestre ed il ristorante. Ecco, due dimensioni che in quegli anni, si compensavano. Occorrevano le vendite discografiche dei grossi nomi del momento per finanziare i progetti più sperimentali, ma occorrevano gli incassi delle serate più popolari, per poter concedersi i grossi nomi. Poi il meccanismo si è inceppato, i tempi sono cambiati, il pubblico non è più lo stesso ed anche le tecnologie, che garantiscono una fruibilità più estesa alla musica, non hanno ancora trovato un giusto equilibrio tra dare ed avere. Oggi probabilmente uno come Guccini non sarebbe mai diventato ciò che invece divenne sul finire degli anni '60. Perchè oggi le poche case discografiche potenti rimaste, le cosiddette major, la sperimentazione neppure se la sognano e forse neppure se la potrebbero permettere. Ma quand'anche le risorse ci fossero ancora (le major di nomi che “tirano” continuano comunque ad averne, anche se il mercato discografico appare esangue per tutti) è la mentalità che è cambiata. L'artista deve rendere subito e se ciò non accade si accantona l'artista. Le ex indie, cioè le piccole case discografiche indipendenti, ormai sono diventate in buona parte gli scouting per le major, che hanno rinunciato anche alla mitica figura del talent scout. E uno strumento come internet consente talvolta (vedi Rovazzi) di mettere sotto contratto chi comunque un proprio pubblico se lo è già procurato attraverso i social. Ed i talent, sia pure sempre più sgangherati, provano a fare il resto. Per quel che riguarda la musica dal vivo, i cosiddetti “big” si esibiscono ormai solo più negli stadi delle grandi città e per poche serate all'anno. Rimini e la Versilia, che nelle estati di un po' di anni or sono erano l'approdo sicuro per tutti i più bei nomi della canzone italiana ed anche internazionale, ora si limitano alle serate nei pub animate da musicisti perlopiù sconosciuti. E' la crisi della musica. Ma è anche la crisi di un sistema, che non ha e non dà più tempo. Non ha tempo né risorse per investire su un nuovo Guccini insistendo finchè venga intrapresa la strada giusta, E non dà tempo ad un nuovo Guccini di formarsi e di proporsi, concedendo al pubblico la possibilità di un ripensamento. E' un sistema che impone il business immediato o il nulla. E purtroppo, con sempre maggiore frequenza, nella musica ma non solo, ad avere la meglio, è il nulla.

Giorgio Pezzana

Il 13 ottobre, in occasione della 2a edizione di Biella Festival Music Video, al borgo storico del Piazzo di Biella, verrà consegnato il riconoscimento a quello che è stato considerato dalla nostra rivista il miglior video, tra quelli pubblicati nel periodo compreso tra l'ottobre del 2016 ed il settembre del 2017. Il nome del vincitore lo trovate anche tra le notizie di recente pubblicazione (ed il suo video è in archivio con data di pubblicazione 28 maggio 2017), ma in questa sede vorrei soffermarmi soprattutto sui criteri che hanno determinato la scelta del progetto in questione. Il supporto audiovisivo, nel mondo della musica, sta diventando il primo requisito, subito dopo la realizzazione e la registrazione del/dei brano/i. Si tratta dunque di una fase molto importante, per non dire decisiva, per la promozione ed il lancio di un progetto musicale. Una bella canzone rimane una bella canzone, ma se è supportata da un brutto video rischia di vedere sminuito il suo potenziale. Accade invece, ancora con troppa frequenza, di imbattersi in videoclip tecnicamente molto approssimativi, ma soprattutto privi di un soggetto che li possa rendere attraenti. Ci sono video che sono semplici registrazioni di esibizioni live, altri che riproducono scenette più o meno famliari, palesemente senza un minimo di storyboard. Realizzare un video con tutte gli accorgimenti del caso richiede competenza e somme di denaro non trascurabili, anche per una produzione minimalista. Ma anche la realizzazione di un disco in vinile, decenni fa e successivamente dei cd aveva ed ha un costo ragguardevole. Il problema, che sarà poi alla base di una selezione quasi naturale, è sempre la qualità. Il video che ha ottenuto quest'anno il premio “www.musicamag.com” racchiude una vera e propria storia nello spazio di una canzone. Una storia fatta di suggestioni, costumi, ambientazioni estremamente ricercate, soluzioni tecniche interessanti e palesemente “pensate”. Insomma, una produzione che ha richiesto studio e lavoro, creatività e competenza tecnica. E' la strada giusta per far si che la musica trovi una propria rappresentazione e, quindi, una propria completezza. Ed è il nuovo universo delle sette note, che fonde l'ascolto con le immagini trasformando il progetto canzone nell'impegno di un vero e proprio lavoro d'équipe.

Giorgio Pezzana

Visite

Tot. visite contenuti : 677823

Chi è online

 109 visitatori online

Il Commento

ECCO I MOTIVI DELLE RECENSIONI SENZA FRETTA

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDF | Stampa | E-mail

Qualcuno in questi giorni mi ha chiesto per quale ragione le recensioni degli album su “Un'altra Music@” compaiano sistematicamente a distanza di qualche settimana, se non di qualche mese, dalla loro pubblicazione. Si tratta di una scelta o di un'esigenza dettata dalle ridotte dimensioni della nostra redazione e degli spazi sul magazine? Fermo restando che in redazione siamo in pochissimi e ci siamo imposti di ascoltare sempre tutto ciò che finisce sulle nostre scrivanie (contrariamente a quanto fanno altri che si limitano a fare il copia/incolla di quanto inviano le agenzie di stampa), il che richiede tempo, molto tempo, è anche una scelta dettata da una riflessione più ampia. Da quando le nuove tecnologie hanno di fatto ridotto ai minimi termini il mercato discografico, abbiamo assistito al trionfo dell'usa e getta che tutto divora e tutto azzera. Cosicchè, di un cd uscito oggi, sulle riviste specializzate, si parla nei prossimi cinque giorni, dopodichè cala il silenzio. Tutti ne scrivono insieme e tutti lo fanno subito. In virtù di quella esigenza di “stare sul pezzo” che, se è irrinunciabile qualora ci si occupi di cronaca, non lo è affatto quando ci si occupa di arte in genere (dalla musica al settore editoriale, dall'arte visiva alle programmazioni teatrali). In tal modo, un prodotto che ha richiesto mesi quando non anni di lavoro, “sfiorisce” in pochi giorni soppiantato da altre produzioni, destinate a fare la medesima fine. “Un'altra Music@”, ponendosi in alternativa rispetto alle dilaganti tempistiche dei lanci e della promozione discografica, non intende farsi risucchiare da questo vortice, che sta alla base del mancato consolidamento di tante produzioni discografiche, ma anche della mancata affermazione di artisti ai quali non viene più concesso il tempo di “crescere” e di entrare in sintonia con il pubblico. Il pubblicare una recensione settimane o mesi dopo l'uscita di un album, significa continuare a fare vivere quel prodotto, significa sottoporlo nuovamente all'attenzione di chi legge e di chi ascolta, recuperando le distrazioni di coloro che, fuorviati dalla frenesia delle uscite in tempo reale, si sono forse persi la possibilità di cogliere il senso di una canzone o il percorso artistico di un album. Una rivista che si occupa di musica non ha e non deve avere i tempi della cronaca. Né ha esigenze di primogenitura. Non importa se prima di noi a scrivere di quel cd sono state altre riviste. Importa la professionalità con la quale noi ci accostiamo a quel lavoro, l'attenzione che gli dedichiamo, il rispetto che portiamo a chi ci ha richiesto un parere. Oltre alla già espressa convinzione che non vi sia lavoro musicale o comunque artistico che possa esaurirsi in cinque giorni. Ed a costo di sembrare “passatista” a tale proposito mi piace ricordare che nel tempo dei vinili le canzoni di maggior successo del Festival di Sanremo occupavano le classifiche discografiche sino a maggio, per poi lasciare il posto ai brani di “Un disco per l'estate” che si contendevano i piazzamenti sino a ottobre. Altri tempi, certo. Tempi in cui la musica si ascoltava davvero ed il lavoro di un artista era un progetto al quale veniva concesso il tempo per esplicarsi e svilupparsi. Se ciò non accadeva i fattori avversi erano altri, non certo l'ansia di divorare tutto e subito.

G. Pe.

 

Login



Con la registrazione ci si iscrive automaticamente alla news letter di "un'altra Music@"