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ATTENZIONE: per recensioni di album o EP occorre il supporto fisico da inviare al seguente indirizzo:

Associazione Artistica AnniVerdi - Rivista "Un'Altra Music@" - Via del Carmine, 5 - 13878 Candelo( Bi)

Per i soli annunci di EP, singoli e videoclip, non viene richiesto il supporto fisico.

Editoriale

BIELLA FESTIVAL "MUSIC VIDEO": ECCO IL BANDO

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L'Associazione Artistica AnniVerdi, che edita questa testata e promuove Biella Festival, ha pubblicato nei giorni scorsi il bando della 3a edizione di Biella Festival Music Video, cioè un festival riservato ai videoclip musicali di area indipendente. Si tratta dell'evoluzione di Biella Festival Autori e Cantautori che il prossimo ottobre celebrerà i suoi 20 anni con una passerella conclusiva per poi andare in pensione. Biella Festival Music Video è quindi il futuro di Biella Festival, così come lo sono i videoclip musicali per la promozione della musica, in un'epoca in cui la vendita dei cd è ridotta ai minimi termini (tanto che anche il maggiore stabilimento che li produce chiuderà presto i battenti). Proprio alla luce di queste considerazioni AnniVerdi ha pensato di voltar pagina (e non è un caso che le ultime quattro edizioni di Biella Festival Autori e Cantautori abbiamo avuto, come premio per il vincitore, non più la realizzazione di un album, ma la produzione di un videoclip con il brano vincente), Di seguito pubblichiamo dunque il bando della terza edizione di Biella Festival Music Video ricordando che la scadenza per l'inoltre dei video in gara (basta anche un semplice link) scadrà il prossimo 31 maggio.

1) L'Associazione Artistica AnniVerdi (anche ideatrice e promotrice di Biella Festival Autori e Cantautori che quest'anno giunge alla 20a edizione), con la partnership della prestigiosa testata “Cinecorriere” fondata nel lontano 1948 da Alberto Crucillà e con il portale “Colonne Sonore” promuove la terza edizione di Biella Festival Music Video.

2) l concorso è rivolto a registi e musicisti che abbiano realizzato nel corso del periodo compreso tra il 1° gennaio del 2017 ed il 31 maggio del 2018 un videoclip con brani musicali che abbiano accompagnato, o meno, l'uscita di un singolo o di un album.

3) L'ISCRIZIONE AL FESTIVAL E' GRATUITA

4) Per iscrivere un videoclip, occorre inviare il materiale via mail (dati relativi al brano contenuto, nomi e cognomi dei protagonisti e del regista, titoli e breve descrizione del progetto, oltre naturalmente al Video tramite l’ausilio di un link o su dvd) all'indirizzo giorgiopezzana@biellafestival.com. Le caratteristiche tecniche dovranno, in linea di massima, essere le seguenti: Cocec H264 con profilo HIGH (entropy mode: CABAC)??Risoluzione in 16:9: Full HD 1080p - HD 720p; Estensione: mp4??Frame rate: tra 24 e 60 fps

5) La corretta iscrizione verrà confermata con una e-mail con in allegato la scheda di partecipazione per la conferma dei dati prodotti da chi partecipa

6) I videoclip iscritti potranno essere inviati, unitamente alla scheda di partecipazione in formato dvd o tramite l'indicazione di un link ove ne sia possibile la visione. Le copie del dvd non verranno restituite.

7) Chi intendesse inviare copie fisiche del proprio lavoro lo potrà fare inviando il materiale al seguente indirizzo: Associazione Artistica AnniVerdi – 2° Biella Festival Music Video – Via del Carmine, 5 – 13878 CANDELO (Bi)

8) Le opere contenenti brani non in lingua italiana, dovranno essere corredate da apposita traduzione da allegare al materiale che verrà inviato via mail o tramite posta (scheda di partecipazione + dvd o link ove visionare il lavoro)

9) La scadenza per l'invio del materiale in questione è quella del 31 maggio 2018 (per le copie fisiche farà fede il timbro postale recante la data d’inoltro)

10) L'apposita Commissione che verrà formata dall'Organizzazione individuerà, a proprio insindacabile giudizio,  tra il materiale pervenuto, le dieci opere destinate alla finale della rassegna.

11) I videoclip finalisti verranno proiettati, con relativi commenti degli autori, nella serata del 13 ottobre 2018, presso la prestigiosa sede del Biella Jazz Club al borgo storico del Piazzo di Biella. Al termine della serata si procederà alla premiazione dei tre migliori progetti.

12) I CONVENUTI (ARTISTI, REGISTI, O LORO RAPPRESENTANTI) SINO AD UN MASSIMO DI 30 PERSONE POTRANNO PERNOTTARE A SPESE DELL’ORGANIZZAZIONE, NELLA NOTTE TRA IL 13 ED IL 14 OTTOBRE, NEL VICINO OSTELLO DELLA GIOVENTU’. POTRANNO INOLTRE CONSUMARE I PASTI A PREZZO CONVENZIONATO IN UN VICINO RISTORANTE. LE SPESE DI VIAGGIO SARANNO A LORO CARICO

13) Il video che verrà premiato al Biella Festival Music Video godrà di una campagna di promozione in collaborazione con “Cinecorriere”. Sono in atto, infine, trattative di collaborazione con un festival dell’audiovisivo di respiro europeo ed internazionale.

14) Tutte le opere che perverranno al concorso andranno a costituire patrimonio artistico nell'archivio dell'Associazione Artistica AnniVerdi. L'Organizzazione si impegna a non farne alcun uso commerciale. Eventuali richieste di divulgazione delle opere potranno essere accolte dall'Associazione mettendo a dispozione dell'utenza i videoclip a noleggio gratuito.

15) In esecuzione dell'art.11 della legge 675/96 recante disposizioni a tutela delle persone e degli altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, il partecipante fornisce il proprio consenso al trattamento dei propri dati personali direttamente o anche attraverso terzi, oltre che per l'integrale esecuzione dei regolamento presente, anche al fine di elaborare studi, ricerche, statistiche ed indagini di mercato

16) Nell'arco della valenza del bando, AnniVerdi, in qualità di organizzatrice di Biella Festival, potrà apportarvi modifiche ed integrazioni, a suo insindacabile giudizio, per finalità organizzative e funzionali.

17) Per ogni eventuale vertenza riferita al bando in questione il Foro competente é quello di Biella



 

Stavo meditando in questi giorni sulle tante opportunità di ascoltare nuova musica che ci siamo persi per strada, nel volgere di qualche decennio. Al di là del Festival di Sanremo e di Canzonissima, i due tradizionali appuntamenti dell'ammiraglia Rai (è però sopravvissuto solo il festival della città dei fiori), sono via via state accantonate tante manifestazioni che costituivano altrettante finestre, soprattutto per gli interpreti più giovani della canzone italiana, d'autore e non. Non me ne vorranno i lettori più giovani per questa elencazione di eventi che, più che un editoriale, sembra una passeggiata al cimitero, al cospetto di tante lapidi che ricordano altrettanti cari estinti. E' però importante che anche chi non c'era in determinate epoche, sappia ciò che accadeva, quanto meno come informazione storica legata ai trascorsi della nostra musica e che quindi, per tanti versi, ci appartiene. Inizierei con la manifestazione più geniale: il Cantagiro di Ezio Radaelli. Il progetto venne ripreso più volte in tempi diversi, ma il vero Cantagiro, quello rimasto nella mente e nel cuore degli italiani che c'erano, è stato quello degli anni compresi tra il 1962 ed il 1975. Una carovana di artisti, suddivisi nelle sezioni “big” e “giovani”, attraversava l'Italia da nord a sud facendo tappa in tante città piccole e grandi. Ogni sera veniva incoronato un vincitore di tappa. Un'occasione imperdibile per gli appassionati di venire a diretto contatto con cantanti e complessi (in quegli anni le band si chiamavano così) che attraversavano le vie cittadine a bordo di auto scoperte. E per gli emergenti, una gavetta non da poco, con serate e trasferimenti continui per l'intera stagione estiva. Ed un costante contatto con la folla, ovunque. Dopo il 1975 furono tentati almeno quattro “recuperi” del Cantagiro, ma la magìa non era più la stessa. E neppure la formula. Altra manifestazione più recente, ma improvvisamente sparita dai palinsesti televisivi e dalle piazze italiane, è stato il Festivalbar di Vittorio Salvetti. Un evento musicale con caratteristiche diverse rispetto al Cantagiro, pur emulandone in parte i principi dello spettacolo itinerante. Gli obiettivi erano però evidentemente diversi, lo spazio riservato agli emergenti era assai ridotto, mentre venivano spalancate le porte alle produzioni straniere. Insomma, una manifestazione con la mente rivolta alla dimensione televisiva ed alle rendicontazioni di cassa. Sino al 2008, anno in cui il Festivalbar venne definitivamente soppresso per mancanza di fondi (nel frattempo era anche morto il “patron” Vittorio Salvetti ed il timone della manifestazione era passato al figlio Andrea). Torno indietro, agli anni del Cantagiro, per ricordare “Un disco per l'estate”, manifestazione radiotelevisiva (più radio che televisiva) che da maggio sino all'inizio dell'estate, dal 1964 sino al 2002, contribuì al lancio di tanti tormentoni estivi ed anche di diversi artisti emergenti, visto che anche in questo caso le case discografiche, accanto ai big, avevano la possibilità di “piazzare” tante voci nuove. I numerosissimi passaggi radiofonici costituivano una sorta di preselezione, consentendo al pubblico di “inquadrare” nomi e titoli prima del gran finale. Ma non vorrei dimenticare “La Caravella” di Bari, che dal 1965 contribuì al lancio di molti artisti sconosciuti, che sarebbero in diversi casi divenuti poi degli autentici big. La manifestazione ebbe vita breve e “spirò” nel 1970. Ma ancor più nota e prestigiosa è stata la “Gondola d'Oro” di Venezia (nota anche come Mostra Internazionale di Musica Leggera) che dal 1965 al 1992 costituì una passerella di musica dal mondo, ma anche di mode e correnti che alla musica ed ai loro protagonisti erano legate. Non va dimenticato a tale proposito che fu proprio in occasione della manifestazione lagunare del 1969 che in Italia approdò l'underground con la controversa partecipazione dei Vanilla Fudge. E vorrei anche ricordare, già che ci siamo, il Festival delle Rose, voluto dalla Rca a Roma e sopravvissuto solo quattro anni, dal 1964 al 1967, probabilmente perchè troppo autoreferenziale, pur se la Rca non impedì mai la partecipazione degli artisti di altre case discografiche alla rassegna. Insomma, sull'onda del boom discografico degli anni Sessanta, c'era materia per promuovere volti noti e meno noti, quasi sempre con il sostegno, sia pure a vari livelli ed in modi e tempi diversi, della televisione e della radio. Cambiano i tempi, le mode, i personaggi, le opportunità e le priorità. Ma forse il marciare con lo sguardo rivolto un po' all'indietro, non è sempre e solo mera nostalgia.

Giorgio Pezzana

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Il Commento

ECCO I MOTIVI DELLE RECENSIONI SENZA FRETTA

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Qualcuno in questi giorni mi ha chiesto per quale ragione le recensioni degli album su “Un'altra Music@” compaiano sistematicamente a distanza di qualche settimana, se non di qualche mese, dalla loro pubblicazione. Si tratta di una scelta o di un'esigenza dettata dalle ridotte dimensioni della nostra redazione e degli spazi sul magazine? Fermo restando che in redazione siamo in pochissimi e ci siamo imposti di ascoltare sempre tutto ciò che finisce sulle nostre scrivanie (contrariamente a quanto fanno altri che si limitano a fare il copia/incolla di quanto inviano le agenzie di stampa), il che richiede tempo, molto tempo, è anche una scelta dettata da una riflessione più ampia. Da quando le nuove tecnologie hanno di fatto ridotto ai minimi termini il mercato discografico, abbiamo assistito al trionfo dell'usa e getta che tutto divora e tutto azzera. Cosicchè, di un cd uscito oggi, sulle riviste specializzate, si parla nei prossimi cinque giorni, dopodichè cala il silenzio. Tutti ne scrivono insieme e tutti lo fanno subito. In virtù di quella esigenza di “stare sul pezzo” che, se è irrinunciabile qualora ci si occupi di cronaca, non lo è affatto quando ci si occupa di arte in genere (dalla musica al settore editoriale, dall'arte visiva alle programmazioni teatrali). In tal modo, un prodotto che ha richiesto mesi quando non anni di lavoro, “sfiorisce” in pochi giorni soppiantato da altre produzioni, destinate a fare la medesima fine. “Un'altra Music@”, ponendosi in alternativa rispetto alle dilaganti tempistiche dei lanci e della promozione discografica, non intende farsi risucchiare da questo vortice, che sta alla base del mancato consolidamento di tante produzioni discografiche, ma anche della mancata affermazione di artisti ai quali non viene più concesso il tempo di “crescere” e di entrare in sintonia con il pubblico. Il pubblicare una recensione settimane o mesi dopo l'uscita di un album, significa continuare a fare vivere quel prodotto, significa sottoporlo nuovamente all'attenzione di chi legge e di chi ascolta, recuperando le distrazioni di coloro che, fuorviati dalla frenesia delle uscite in tempo reale, si sono forse persi la possibilità di cogliere il senso di una canzone o il percorso artistico di un album. Una rivista che si occupa di musica non ha e non deve avere i tempi della cronaca. Né ha esigenze di primogenitura. Non importa se prima di noi a scrivere di quel cd sono state altre riviste. Importa la professionalità con la quale noi ci accostiamo a quel lavoro, l'attenzione che gli dedichiamo, il rispetto che portiamo a chi ci ha richiesto un parere. Oltre alla già espressa convinzione che non vi sia lavoro musicale o comunque artistico che possa esaurirsi in cinque giorni. Ed a costo di sembrare “passatista” a tale proposito mi piace ricordare che nel tempo dei vinili le canzoni di maggior successo del Festival di Sanremo occupavano le classifiche discografiche sino a maggio, per poi lasciare il posto ai brani di “Un disco per l'estate” che si contendevano i piazzamenti sino a ottobre. Altri tempi, certo. Tempi in cui la musica si ascoltava davvero ed il lavoro di un artista era un progetto al quale veniva concesso il tempo per esplicarsi e svilupparsi. Se ciò non accadeva i fattori avversi erano altri, non certo l'ansia di divorare tutto e subito.

G. Pe.

 

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