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Editoriale

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Quasi quattro anni sono trascorsi da quando è iniziata l'avventura della nostra rivista online. Pian piano siamo cresciuti, e la nostra piccola redazione in questo tempo ha avuto occasione di sentire tanta, tanta musica inviataci da chi desidera essere pubblicato e recensito. Ne abbiamo ascoltata, e ancora ne ascoltiamo, tantissima. Di ogni genere, di ogni stile. Sappiamo bene che dietro ogni singolo lavoro ci sono impegno, passione, speranze. Ed ogni singolo autore, gruppo, interprete e brano ha per questo la sua dignità. Tuttavia, chi ci invia il frutto della propria fatica ha il diritto-dovere di accettare il giudizio che si aspetta da noi. E siccome noi non richiediamo nè richiederemo mai un compenso per le nostre recensioni, ci riserviamo la facoltà di esprimere liberamente le nostre impressioni ed opinioni. Così, facendo un excursus su quanto ascoltato e valutato in questi anni, ci siamo resi consapevoli di un paio di costanti che troppo spesso ci troviamo a dover riscontrare: emulazione eccessiva, ed omologazione. Intendiamoci: ispirarsi ad un particolare autore, o rientrare nella corrente di un genere specifico, non sono difetti o carenze. Lo possono però diventare quando ci si smarrisce in una esagerata copiatura nello stile, nella metrica, negli arrangiamenti, nell'interpretazione. Quando, ascoltando un brano, ci sorprendiamo  pensare "ma senti... questo sembra proprio Battiato" (o Dalla, o De André, o qualsiasi altro artista noto) non è, né può essere un giudizio positivo. Una grande innovatrice, protagonista della creatività - anche se non nell'ambito della musica, ma della moda- che fu Coco Chanel, disse: "Per essere insostituibili, bisogna essere diversi". Quando ancora non erano Battiato, Dalla, De André, ognuno di questi grandi nomi della musica non "somigliava a...". Ognuno di loro ha inventato stili e percorsi nuovi, mettendo in campo la propria personalità e la propria sensibilità. E lì sta la cifra dell'arte e della creatività. Peggio ancora fa chi, nemmeno traendo spunto da grandi nomi, supinamente si lascia trascinare da stili e "trend" che in un certo momento vanno per la maggiore, illudendosi di rendersi in tal modo "cool" ed interessanti. Nulla di più falso. L'unico modo per farsi notare, per avere una pur minima chance di distinguersi dalla massa omologata ed indifferenziata, è inventarsi e reinventarsi, diventare qualcosa di nuovo e diverso, non ancora visto e sentito. E' sempre stato così, ma oggi più che mai, in questo mare magnum di aspiranti, sedicenti, e spesso parecchio mediocri, "emergenti". Il supino adeguarsi allo status-quo non è mai stata la strada giusta per il successo. Almeno, non nel campo dell'arte e della creatività.

Maurizia Vaglio

 

 L’idea di dare vita ad un periodico online che si occupi di sola musica non è stata affatto casuale, ma è il frutto di tante riflessioni e, come al solito, di un guizzo di follia. Tra le riflessioni, una su tutte: ci sono in giro valanghe di canzoni, quintali di buona musica, che non ascolteremo mai. E non le ascolteremo mai, perché nelle radio e nelle televisioni, c’è chi acquista e conquista a suon di denaro (l’unico suono che qualcuno vorrebbe fare produrre alla musica) ogni spazio destinandolo ai soliti pochi. Le major discografiche, più che investire nella musica, travolgono con la musica (la loro) tutto ciò che è informazione cosicché, all’area indipendente, intorno alla quale gravitano decine di artisti veramente interessanti, non rimangono che le briciole e spesso neppure quelle. Noi con “Music@” , quelle briciole vogliamo coglierle per dare loro la dignità del pane. E’ una sfida consapevolmente estrema, ma sappiamo di poter contare sul sostegno di tanta gente sempre più determinata a scegliere e non ad essere indotta ad una scelta. Sappiamo di poter proporre tanti artisti di grande spessore, sappiamo che nel mondo della musica c’è ancora geente onesta e sarà quella la gente che troverà spazio e voce su “Music@”. Sappiamo altrettanto bene che la cialtroneria, il pressappochismo, l’astuzia spicciola quasi sempre orfana dell’intelligenza, allignano in molti ambienti musicali. Anche di quelli parleremo e lo potremo fare con molta leggerezza, perché sappiamo che di loro non avremo mai bisogno. Il banner del nostro magazine, non è casuale. Rappresenta le origini della musica eppoi, due punti fondamentali “di rottura” degli schemi, in Italia ed all’estero: Adriano Celentano ed i Sex Pistols. Una semplice simbologia, per rappresentare ciò che “Music@” intende essere. E che sarà. Con il vostro aiuto.

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