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Editoriale

MA QUALE IMPEGNO?

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La collega Marinella Venegoni, decana della sala stampa del Festival di Sanremo (ed anche di tutto ciò che c'è intorno, purchè faccia immagine) lamenta che le canzoni dei “big” (big?) della prossima edizione della rassegna sarebbero troppo infarcite d'amore e troppo poco di impegno. Osservazione per altro non nuova, che altri colleghi mutueranno (o hanno giù mutuato), dando vita ad un teatrino un po' triste, che è il trionfo dell'omologazione. E' possibile che le 20 canzoni dei presunti big in gara trasudino troppa melassa amorosa. Anche questa non è una novità, ma non è questo che suscita in me quel senso di fastidio che ho tentato di trasmettere anche in un libro pubblicato lo scorso anno, di questi tempi.Ciò che m'indispone è questo lamentare la mancanza di impegno, senza mai andare fino in fondo. Il classico lanciare il sasso e nascondere la mano. Di quale impegno sta parlando Marinella Venegoni? Impegno politico o impegno sociale? Perchè non necessariamente le due cose si sovrappongono. Non vi sono dubbi, il riferimento è all'impegno politico ma.... travestito da impegno sociale. Non è chiaro? In realtà è semplicissimo. Quello che si evoca è un impegno sociale, purchè abbia un'appartenenza politica. E non una qualunque! Già, perchè quando in anni ormai remoti Nek tentò di mettere in discussione la legittimità dell'aborto, in sala stampa volarono insulti ed anche oggetti. Ed in prima fila anche allora c'era madama Venegoni. L'impegno c'era, ma non era evidentemente quello giusto. La stessa madama Venegoni che. in anni assai più recenti, dopo avere tifato sperticatamente per Elio e le Storie Tese, visto che, alla fine, a vincere furono altri, non esitò ad invocare una nuova formula di votazioni per assegnare la vittoria al festival, ove a votare siano solo gli esperti (o presunti tali), estromettendo il pubblico (evidentemente considerato non in grado di comprendere). E nessuno trovò nulla da ridire allorquando Sabina Guzzanti con Davide Riondino, andando a scomodare tutta l'intellighenzia dell'epoca, di una certa parte ovviamente (addirittura riesumarono Mario Capanna, si, proprio quello delle contestazioni sessantottine nelle università) misero in scena una penosa performance affidata ad un branco di sciagurati che assunse la denominazione di “Riserva indiana”. Dimenticando che le riserve indiane sono quei luoghi di deportazione e sofferenza che di fatto annientarono l'orgoglio ed il diritto di vivere dei nativi americani. Dei “lager” made in Usa, per intenderci. Ma i “lager” non si possono toccare, le riserve indiane invece possono essere prese a pretesto per fare del facile sarcasmo al festival di Sanremo. Anche quell'anno in prima fila sedeva madama Venegoni. E non mi pare di ricordare che quella partecipazione avesse suscitato in lei un minimo moto di dissenso. Quello probabilmente era l'“impegno” che piace a lei. E non si parlava d'amore.

Giorgio Pezzana

 

S’intitola “Cielo nero” ed è un album doppio curiosissimo per le sue finalità e per le sua caratterizzazione. Iniziamo dicendo che il “cielo nero” al quale si riferisce il titolo, è evocativo degli incendi boschivi dei quali si occupa il progetto sardo/piemontese.

Già, perché le 24 canzoni contenute nei due cd sono affidate ad artisti sardi e piemontesi, riuniti in questa curiosa operazione, sostenuta anche dalle Regioni Piemonte e Sardegna. Il ricavato derivante dalla vendita del doppio cd sarà interamente devoluto all’Associazione Antincendi Boschivi di Condove per l’acquisto di un mezzo antincendio. Quella degli incendi boschivi, è una piaga storica che interessa parimenti il Piemonte e la Sardegna. Incendi accidentali, provocati da situazioni ambientali e climatiche contingenti, ma anche e forse soprattutto incendi dolosi all’origine dei quali s’intuiscono disegni criminali legati spesso alla malavita organizzata. L’Aib di Condove, che conta una trentina di  volontari, vanta molti interventi e collaborazioni in operazioni ad ampio raggio, spesso ai confini con la vicina Liguria. Tra gli artisti che compaiono nel doppio album, Marco Carena, i congedati del Coro della Brigata Alpina Taurinense, il Coro “Mariele Ventre”di Sassari, i Farinei d’la Brigna,  Gipo Farassino, Lou Dalfin, Massimo Zaccheddu e molti altri. Per ulteriori informazioni Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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