musicamag.com

ATTENZIONE: per recensioni di album o EP occorre il supporto fisico da inviare al seguente indirizzo:

Associazione Artistica AnniVerdi - Rivista "Un'Altra Music@" - Via del Carmine, 5 - 13878 Candelo( Bi)

Per i soli annunci di EP, singoli e videoclip, non viene richiesto il supporto fisico.

Editoriale

PIU' RISPETTO POTREBBE FARE LA DIFFERENZA

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDF | Stampa | E-mail

S’intitola “Ora o mai più” ed è il programma condotto da Amadeus riservato a quelli che, senza troppi preamboli, né alcuna sensibilità, sono stati definiti “cantanti falliti” dal collega del Corriere della Sera, corroborato dagli schizzi di veleno della critica televisiva de “La Stampa”, Alessandra Comazzi, che l’indomani in un video-commento non ha esitato a dire che “…se di loro non si è più saputo nulla un motivo ci sarà…”. Stiamo parlado di personaggi come Lisa (“Sempre”), Valeria Rossi (“Tre parole”), Alessandro Canino (“Brutta”), i Jalisse (“Fiumi di parole” con vittoria al Festival di Sanremo) e alcuni altri. Un manipolo di personaggi che, sia pure per un brevissimo periodo, hanno comunque conquistato le vette delle hit parade nazionali più di quanto non riescano a fare molti dei loro celebrati colleghi di oggi che, tra rap e trap, la pagnotta a casa stentato a portarla. E’ stato però indicativo cogliere certi titoli e certi commenti, fatti di supponenza e di sarcasmo, che spiegano meglio di tante riflessioni musical-sociologiche, il perché in Italia la musica migliore è quasi sempre quella che si muove nel sottobosco. In questi giorni, la moglie di Gino Santercole da poco scomparso, in un’intervista, rivela che dopo l’uscita dell’ultimo album del compianto marito (album che la critica seria aveva accolto con molto favore), si erano sentiti chiedere 100mila euro per tre passaggi radiofonici. Non fa nomi la signora, proprio perché tale. Ma avrebbe fatto bene a farli. E aggiunge anche che le televisioni avrebbero accettato il passaggio di Santercole, solo se in qualche modo fosse stato coinvolto Celentano. Delle due l’una: chi ha rivolto una simile richiesta, o è un imbecille o è in malafede, perché anche i sassi sanno che un passaggio televisivo di Celentano è, da sempre, il frutto di trattative spesso estenuanti e che di norma si protraggono molto a lungo. E non è certo lo “spot” per qualcuno, fosse anche un ex ragazzo del Clan che era anche suo parente stretto. Quindi rimane la malafede, il che non è comunque una bella cosa. E si potrebbe andare avanti all’infinito tra improvvisatori, speculatori, saccenti e sparlanti. Ciò che manca comunque sempre è il rispetto, il rispetto per la professionalità di artisti che hanno comunque lasciato una traccia del loro passaggio, anche soltanto una, ma rilevabile. Ed anche per quelle carriere che per mille ragioni non hanno saputo o potuto avere il decorso auspicato o immaginato. In alcuni casi forse soltanto per mancanza di risorse in grado di sostenere il passo successivo. Ed anche questo non è bello.

Giorgio Pezzana

 

Partiamo da un enunciato inconfutabile: Luisa Cottifogli ha una voce straordinaria alla quale ha saputo applicare una tecnica sopraffina. Stop. Andava detto perchè sin dall'ascolto delle prime note del suo album “Come un albero d'inverno”, si ha la percezione di una voce bella ed “educata”, addirittura nel sorprendente “Yodel” d'apertura, che può fare sorridere, ma che richiede doti vocali non trascurabili. Un album di neve e di montagna che, a un non appassionato di montagna quale sono da sempre, affronto, lo ammetto, con una certa diffidenza.

 

 

La seconda delle tredici tracce (si, è un progetto di grande impegno per chi lo ha realizzato, ma anche per chi lo ascolta) reca il titolo di tutto il cd: “Come un albero d'inverno”. La voce di Luisa è pulita ed incisiva, bello l'effetto dei cori, il brano è articolato pur nella sua ripetitività, ma non è entusiasmante. “Saling (S)” è un brano che va in salita, nel senso che stenta ad “arrivare” finchè non si inserisce il bellissimo clarinetto di Gianni Pirollo ed allora si cambia marcia, pur se il contesto generale rimane un po' fiacco. “Monte Canino” (si, proprio il canto tradizionale degli alpini) è invece un piccolo capolavoro; la bellissima voce di Luisa qui acquista toni ancora più caldi e femminili e va a contrastare in modo stupendo con i rudi ma impeccabili cori del Coro CeT; ne scaturisce in insieme emotivamente molto intenso, probabilmente se non il più bello è certamente tra i brani migliori dell'intero progetto. E si prosegue con “Valcamonica” brano tradizionale ancora una volta arricchito dalla voce di Luisa e da quelle degli Armonici Cantori Solandr. “Il giardiniere”, parole e musica della Cottifogli, è una canzone caratterizzata da una buona linea melodica, che la rende delicata e da un buon testo, l'insieme non è straordinario, ma piacecvole. “Permafrost” è invece un esercizio vocale, non è una canzone, ma è certamente un pezzo di bravura di Luisa che, come i cavalli d'alta scuola, può permettersi, di tanto in tanto, qualche virtuosismo. “Ninnananna nella neve” è una cansone molto dolce, con un testo cesellato, sullo sfondo la voce da basso di Oskar Boldre a fare da contrasto con quella di Luisa ed anche in questo caso, il supporto degli Armonici Cantori Solandri; il brano pare quasi un albero di Natale vocale ove si accendono e si spengono luci, colori, suoni e...fiocchi di neve. “Buonanotte Eolo”, un brano in cui voce e piano si inseguono, si raggiungono e si lasciano per poi ritrovarsi come foglie (il riferimento ai dio dei venti non è evidentemente casuale). In “Agnus Dei” la voce si fa preghiera, grazie anche al supporto del coro gregoriano Mediae Aetatis Sodalicium, tracciando un solco di sensazioni forti. “Uselivè” è invece un doveroso omaggio alla Romagna, terra di Luisa, che canta in dialetto una canzone molto dinamica. E si va a chiudere con “Coil”, altro esercizio vocale di Luisa che fa divenire la sua voce una sorta di strumento senza sbavature e con “I Say Goodbye”, traccia ad andamento lieve e tranquillo che più che i paesaggi di montagna evoca arcipelaghi hawayani. Ma dopo tanta neve, ci può stare. Da segnalare gli arrangiamenti, la componente elettronica, il basso e la chitarra di Gabriele Bombardini, che ci mette del suo nella riuscita di questo progetto ed il pianoforte del già citato Gianni Pirollo. Ultima ma non ultima nota, un package di estrema raffinatezza che va a confezionare un ottimo lavoro. Il difetto principale? Forse un eccesso di vocalizzi e di esercizi di virtuosismo vocale. Personalmente preferisco ascoltare le canzoni. Bastano quelle per dare la dimensione delle qualità di Luisa Cottifogli.

Visite

Tot. visite contenuti : 702987

Chi è online

 589 visitatori online

Il Commento

ECCO I MOTIVI DELLE RECENSIONI SENZA FRETTA

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDF | Stampa | E-mail

Qualcuno in questi giorni mi ha chiesto per quale ragione le recensioni degli album su “Un'altra Music@” compaiano sistematicamente a distanza di qualche settimana, se non di qualche mese, dalla loro pubblicazione. Si tratta di una scelta o di un'esigenza dettata dalle ridotte dimensioni della nostra redazione e degli spazi sul magazine? Fermo restando che in redazione siamo in pochissimi e ci siamo imposti di ascoltare sempre tutto ciò che finisce sulle nostre scrivanie (contrariamente a quanto fanno altri che si limitano a fare il copia/incolla di quanto inviano le agenzie di stampa), il che richiede tempo, molto tempo, è anche una scelta dettata da una riflessione più ampia. Da quando le nuove tecnologie hanno di fatto ridotto ai minimi termini il mercato discografico, abbiamo assistito al trionfo dell'usa e getta che tutto divora e tutto azzera. Cosicchè, di un cd uscito oggi, sulle riviste specializzate, si parla nei prossimi cinque giorni, dopodichè cala il silenzio. Tutti ne scrivono insieme e tutti lo fanno subito. In virtù di quella esigenza di “stare sul pezzo” che, se è irrinunciabile qualora ci si occupi di cronaca, non lo è affatto quando ci si occupa di arte in genere (dalla musica al settore editoriale, dall'arte visiva alle programmazioni teatrali). In tal modo, un prodotto che ha richiesto mesi quando non anni di lavoro, “sfiorisce” in pochi giorni soppiantato da altre produzioni, destinate a fare la medesima fine. “Un'altra Music@”, ponendosi in alternativa rispetto alle dilaganti tempistiche dei lanci e della promozione discografica, non intende farsi risucchiare da questo vortice, che sta alla base del mancato consolidamento di tante produzioni discografiche, ma anche della mancata affermazione di artisti ai quali non viene più concesso il tempo di “crescere” e di entrare in sintonia con il pubblico. Il pubblicare una recensione settimane o mesi dopo l'uscita di un album, significa continuare a fare vivere quel prodotto, significa sottoporlo nuovamente all'attenzione di chi legge e di chi ascolta, recuperando le distrazioni di coloro che, fuorviati dalla frenesia delle uscite in tempo reale, si sono forse persi la possibilità di cogliere il senso di una canzone o il percorso artistico di un album. Una rivista che si occupa di musica non ha e non deve avere i tempi della cronaca. Né ha esigenze di primogenitura. Non importa se prima di noi a scrivere di quel cd sono state altre riviste. Importa la professionalità con la quale noi ci accostiamo a quel lavoro, l'attenzione che gli dedichiamo, il rispetto che portiamo a chi ci ha richiesto un parere. Oltre alla già espressa convinzione che non vi sia lavoro musicale o comunque artistico che possa esaurirsi in cinque giorni. Ed a costo di sembrare “passatista” a tale proposito mi piace ricordare che nel tempo dei vinili le canzoni di maggior successo del Festival di Sanremo occupavano le classifiche discografiche sino a maggio, per poi lasciare il posto ai brani di “Un disco per l'estate” che si contendevano i piazzamenti sino a ottobre. Altri tempi, certo. Tempi in cui la musica si ascoltava davvero ed il lavoro di un artista era un progetto al quale veniva concesso il tempo per esplicarsi e svilupparsi. Se ciò non accadeva i fattori avversi erano altri, non certo l'ansia di divorare tutto e subito.

G. Pe.

 

Login



Con la registrazione ci si iscrive automaticamente alla news letter di "un'altra Music@"